La Nuova Sardegna

Asl: salta l’armistizio, il Cd ritira la firma

di Umberto Aime

Con un colpo di scena il capogruppo Desini abbandona l’aula della commissione. Il Pd prova a placare le polemiche

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CAGLIARI. La pace intorno alle Asl è durata meno del previsto: una manciata di ore. All’indomani del giuramento «non facciamoci del male da soli», il centrosinistra è di nuovo diviso.

Con un colpo di teatro, il Centro democratico ha ritirato la firma dalla proposta di legge presentata insieme agli altri partiti della maggioranza. Portavoce della scelta di rottura è stato il capogruppo Roberto Desini, che nell’aula della commissione Salute del Consiglio regionale ha detto, quando la seduta era appena cominciata: «Abbandono i lavori, perché non possiamo condividere i metodi e neanche il contenuto decisi da parte della maggioranza». Per poi aggiungere poco prima di alzarsi, un sibillino: «Chi ha orecchie e vuole intendere, capisca», pare rivolto al capogruppo del Pd, Pietro Cocco.

L’attacco. Desini, in una dichiarazione alle agenzie di stampa, è stato poi più esplicito: «In campagna elettorale avevamo proposto di ridurre le Asl da 8 a 3, richiesta che allora era stata condivisa dalla coalizione. Invece in questa proposta le aziende addirittura passano da 11 a 12. Credo sia molto opportuno, prima d’impostare una riforma, chiarirci le idee all’interno della maggioranza». È stata la conferma definitiva che lo strappo di martedì non è stato ancora ricucito, o comunque sarebbero migliorati solo i rapporti fra la presidenza della Giunta e il Pd, partito guida della coalizione, ma non quelli interni alla coalizione. Altri testimoni dell’uscita di Desini, però insinuano che «l’addio» potrebbe essere una scelta dettata soprattutto dal coordinatore regionale del Cd, il deputato Roberto Capelli. Sarebbe stato lui, insieme ai consiglieri regionali Desini appunto e Anna Maria Busia, il primo a criticare l’atteggiamento troppo frettoloso dimostrato dal Pd dal deposito della bozza fino alla presentazione ai commissari. I partiti minori della coalizione – secondo una ricostruzione autorevole – sarebbero stati trattati con troppa sufficienza, o comunque consultati come semplici spettatori e non protagonisti. Un’altra fonte sostiene invece che il Centro democratico si sarebbe risentito anche per questo: nella proposta non è menzionato neppure un passaggio della proposta di legge presentata nella scorsa legislatura proprio da Capelli, allora consigliere regionale. Dunque, nella maggioranza la tensione è sempre alta.

La difesa. Il presidente della commissione, Raimondo Perra (Sardegna Vera-Psi) pare comunque deciso ad andare avanti a tappe forzate. Per la prossima settimana, ha ipotizzato una full immersion sulla sanità (cinque giorni di riunione su cinque) per arrivare alla scadenza della prima settimana di agosto con un’intesa da riprendere a settembre, subito dopo le ferie. Bisognerà vedere che cosa la maggioranza riuscirà a produrre nel tour de force, anche se il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, è ottimista: «Col presidente della Giunta– dice – abbiamo chiarito tutto molto in fretta e lo stesso faremo in maggioranza. Lo ridico ancora una volta: la proposta è aperta alla discussione, quello che chiediamo è di non mischiare ora la riorganizzazione del servizio di 118 col numero delle Asl. Vado anche oltre: il presidente ci ha chiesto anche di soprassedere sul centro unico regionale per gli acquisti in attesa della riforma degli Enti locali, che a sua volta prevede una centrale appalti e quindi i due uffici potrebbero essere anche unificati. Vedremo da lunedì in poi». Quando anche la Giunta, come annunciato dall’assessore Luigi Arru, potrebbe presentare diversi emendamenti o una bozza tutta nuova.

La Giunta in movimento. Anche l’esecutivo si è fatto avanti con un suo colpo di scena. Senza che fossero stati annunciati, ieri su proposta dell’assessore alla Sanità, Luigi Arru, ha approvato gli indirizzi che d’ora in poi Asl e Aziende miste dovranno applicare sul personale e anche sugli acquisti. Nei fatti, è un altro segnale ai direttore generali: «Potete fare questo, ma non quest’altro», dopo il primo segnale pare rimasto inascoltato, «limitatevi all’ordinaria amministrazione», già lanciato all’indomani dell’insediamento di Pigliaru e più. Ora gli atti d’indirizzo sembrano essere anche un primo passo deciso verso «la riorganizzazione – scrive la Giunta – dell’assistenza sanitaria regionale». Entro 120 giorni, l'assessore si è impegnato a presentare la proposta di rete ospedaliera regionale, cui seguiranno gli atti aziendali delle Asl per un controllo stringente della spesa, aumentata del 5 per cento dal 2010 al 2013.

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