La Nuova Sardegna

Ex Iacp, appalto messo sotto accusa da tre dirigenti

La ricognizione del patrimonio affidata alla romana eFm: «Con incarichi interni avremmo risparmiato un milione»

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CAGLIARI. Le prime magagne dell’Agenzia Area (ex Iacp) cominciano a saltare fuori dal dossier di contestazioni a un consiglio d’amministrazione che fra dieci giorni potrebbe essere commissariato dalla Regione per «gravi inadempienze nella gestione e nei bilanci». Uno dei casi più clamorosi riguarda il bando indetto da Area nel settembre del 2012, per «la ricognizione del patrimonio immobiliare» e poi vinto pochi mesi dopo dalla società romana «eFm». Ebbene, a denunciare che quel monitoraggio sarebbe «potuto essere eseguito dai dipendenti dell’Agenzia con un risparmio di almeno un milione», sono stati i dirigenti dei distretti ex Iacp di Cagliari (Sebastiano Bitti), Sassari (Olga Manca) e Oristano (Marco Crucitti). Lo hanno fatto nel maggio del 2013 con una lettera inviata allora assessore ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, al consiglio d’amministrazione e ai revisori dei conti della stessa Agenzia. Per più di un anno la lettera sarebbe rimasta ferma in qualche cassetto, ma ora sarebbe una delle «prove principe» dell’atto d’accusa contro Area, e presto potrebbe far parte anche di un fascicolo aperto dalla magistratura. Scrivevano a suo tempo i tre dirigenti: «L’appalto ci ha lasciato subito perplessi, in quanto la maggior parte dei lavori delle attività richieste dal bando erano già oggetto di affidamenti in corso ai Distretti e non è stata neanche verificata che gli stessi incarichi potevano essere svolti in house». Secondo la ricostruzione, l’incarico interno avrebbe permesso ad Area di spendere un decimo del milione e 300mila euro incassati dalla «eFm». A essere contestate, nella stessa lettera del 2013, sono anche le parcelle – definite fuori misura – per attribuire a «ciascuna unità immobiliare la rendita catastale e l’accatastamento». Per ogni casa, sempre la società vincitrice del bando, ha incassato un forfait di 1.600: troppi, secondo i tre dirigenti. «La spesa sarebbe stata molto inferiore se le pratiche, come in passato fossero state affidate a cottimo ai professionisti iscritti nella lista fiduciaria dell’Agenzia». A conti fatti, è scritto ancora nella lettera, Area anche in questo caso avrebbe risparmiato un bel po’ di soldi: almeno 1.200 euro ad appartamento per le pratiche di accatastamento. Stesso risparmio ci sarebbe stato se invece che all’«eFm» anche la certificazione energetica fosse stata ai professionisti locali: 300 euro ha incassato la società romana, la metà chiedevano gli iscritti all’albo di Area. C’è anche di peggio, sempre secondo il terzetto di funzionari: i soldi per finanziare l’appalto contestato sono «stati sottratti alle manutenzione» e poi che «una decina di dipendenti dell’Agenzia avrebbero dovuto anche dare un apporto diretto all’eFm nella ricognizione del patrimonio immobiliare». Quindi, la stessa società – secondo la lettera – incassava i soldi vinti con l’appalto, ma una buona parte della squadra impegnata nel censimento avrebbe continuato a pagarla Area. Fin qui le contestazioni del 2013, ma l’Agenzia è sotto ispezione anche per alcuni bilanci sospetti, l’esagerato aumento del costo del personale, fotocopiatori noleggiati e il rinnovo del parco auto. A presiedere Area è Giorgio Sangiorgi, nominato dalla giunta Cappellacci, che di recente ha detto: «Dimostreremo la regolarità della nostra gestione. Il resto sono solo illazioni». (ua)

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