Veterinari, il compito più delicato
Sarria, presidente dell’Ordine: per anni costretti a mediare tra politica e pastori
SASSARI. Davanti alla moria di migliaia di capi ovini e ai drammi dei pastori rimasti senza gregge, in tutti questi anni il ruolo dei veterinari è stato quello più delicato.
Sono stati loro, dopo i problemi causati dai vaccini arrivati dal Sudafrica, a dover riconquistare la fiducia dei pastori, parlando con loro negli ovili di prevenzione e di nuovi sistemi di vaccinazione. E spetterà anche questa volta a loro, dopo lo scandalo di questi giorni, doverli tranquillizzare. «Oggi è facile condannare gli errori fatti in passato - spiega il presidente dell’Ordine dei veterinari della provincia di Sassari Andrea Sarria - dieci anni fa si erano create inevitabili polemiche, in cui il medico veterinario si trovava a far da cuscinetto tra decisioni politiche e mondo zootecnico. Mai come nel corso di questi ultimi anni però - continua Sarria - abbiamo acquisito la consapevolezza di aver fatto importanti passi avanti nella conoscenza scientifica della dinamica epidemiologica della malattia e della funzione dei vettori biologici. Data l'enorme responsabilità socioeconomica che gli enti istituzionali si trovano ad affrontare, si impone che la strategia attuale rimanga quella di un controllo del territorio avvalendosi di tutti i mezzi a disposizione». Le direttive dei veterinari per evitare una nuova epidemia sono semplici. «Un’adeguata ed efficace profilassi diretta che si avvalga di competenze multidisciplinari - spiega Sarria - e una profilassi indiretta che si avvalga finalmente di vaccini spenti, che saranno in futuro resi sempre più efficaci e innocui in attesa di una nuova generazione di presidi immunologici tecnologicamente avanzati ed efficaci che sostituiranno gli attuali vaccini. La profilassi vaccinale nella lotta alle malattie infettive diventa vincente se correttamente applicata». (l.f.)
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