Memoria condivisa L’arte invade le piazze
Sassari ricorda Magnani con cinque curatori e cinque artisti
SASSARI. Spazio pubblico e riflessione personale si incontrano, la piazza diventa sintesi ideale di memoria storica e privata, luogo di incontro e condivisione.
È l’arte che dialoga e interagisce con il mondo esterno, con la comunità. Si muove in questa direzione “Destinazione piazza. 5 curatori x 5 artisti”, l’evento organizzato dall’associazione Marco Magnani che tocca cinque snodi importanti della vita sassarese, cinque piazze simbolo di storie e partecipazione. La manifestazione – sostenuta dall’assessorato alle culture del comune di Sassari, dalla fondazione Banco di Sardegna e da Thamus – è stata inaugurata giovedì pomeriggio e le opere resteranno esposte fino al 17 settembre.
Cinque artisti (Catherine Radosa, Juan Lopez, Rebecca Ballestra, David Liver e Melissa Epaminondi) sono stati invitati da altrettanti curatori a realizzare un’opera in una delle piazze, durante un periodo di residenza artistica in città. Il filo conduttore è la riappropriazione degli spazi cittadini, di quel dialogo e di quella comunicazione sociale che un tempo trovavano nelle piazze il loro luogo d’elezione. L’itinerario è partito da piazza Fiume, rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale e da poco sede della nuova Biblioteca Universitaria. Presenti il sindaco di Sassari Nicola Sanna e l’assessora alle culture Monica Spanedda, insieme al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau e la precedente assessora Dolores Lai, a sottolinea la continuità di un progetto avviato dalla giunta Ganau e poi concluso dall’attuale amministrazione. Nell’installazione sonora di Catherine Radiosa – curatore Christophe Domino, presidente dell’Aica di Parigi – la memoria antica e la vita attuale di piazza Fiume si incrociano. All’Emiciclo, il cerchio reale e metaforico tracciato da Juan Lopez (curatrice Gloria Picazo, direttrice del Centr d’Art La Panera di Lleida, Barcellona) “espande” lo spazio urbano e lo restituisce al suo valore simbolico, incorniciando due figure chiave della storia italiana: Mazzini e Garibaldi. Le nuvole di Rebecca Ballestra, in piazza Duomo (curatrice Sandra Solimano, già direttrice del museo genovese di arte contemporanea di Villa Croce), sono invece una finestra tra terra e cielo, tra l’uomo e lo spirituale. È poi nell’installazione di David Liver in piazza Tola (curatrice Giuliana Altea, docente di Storia dell’arte contemporanea all’università di Sassari) che lo spazio reale della piazza e quello virtuale della Rete si sposano: una lastra di marmo che quasi si confonde con la pavimentazione, con inciso un indirizzo web su cui l’artista ha pubblicato un testo realizzato per l’occasione.
La memoria ritorna ancora, in piazza Castello: il film realizzato da Melissa Epaminondi (curatrice Anne Alessandri, direttrice del Frac-Corse) è come un ritorno sognato allo spirito che animava questo luogo negli anni Sessanta, quando fu costruito il grattacielo nuovo. L’evento in ricordo di Magnani ha coinvolto artisti e altri professionisti che a vario titolo hanno incrociato il loro percorso con quello del critico e storico dell’arte scomparso nel 2003, collaborando poi con l’associazione a lui dedicata, che proprio quest’anno raggiunge i dieci anni di attività.
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