Smobilitazione nel Medio Campidano
E intanto Cagliari aspetta la trasformazione in città metropolitana di tutta l’area vasta
SANLURI. Il countdown è avviato, tempo pochi mesi e anche le Province di Cagliari e Medio Campidano saranno consegnate alla storia. Mentre per quella del capoluogo sardo sarà un rimescolamento istituzionale con la nascita della “città metropolitana” e della sua area vasta, per l’altra (una delle 4 nate nel 2005) si va verso la cancellazione totale. E infatti l’aria che si respira è diversa.
A Cagliari si guarda al futuro senza grandi patemi. La Provincia, da un anno amministrata da Pietro Cadau, continua la sua attività ma risente di tutti i limiti imposti dal commissariamento. Così non mancano i problemi. E anche nei giorni scorsi è scoppiato un nuovo bubbone. I dipendenti della Proservice, società in house della Provincia per il servizio antinsetti, hanno dichiarato lo stato di agitazione dopo il provvedimento preso dal commissario per ridurre l’orario di lavoro da 36 a 32 ore settimanali, con taglio dello stipendio di 120 euro in busta paga.
C’è invece aria di smobilitazione totale nel Medio Campidano. Il commissario straordinario, Pasquale Onida, “galleggia” nell’amministrazione ordinaria e i circa 120 dipendenti rimasti (una trentina hanno già avuto il trasferimento in Comuni, Regione e vari altri Enti pubblici) vivono alla giornata, svolgendo giusto i compiti improrogabili. Chiuse tutte le sedi periferiche, anche la presidenza di via Carlo Felice è stata trasferita nell’edificio di via Paganini. Le sedi degli assessorati sono in fase avanzata di smobilitazione. Rimangono in piena attività gli uffici del Lavoro e dell’ambiente, sui quali incombono compiti e doveri inderogabili. L’unica sezione dell’amministrazione che continua a mantenere inalterate (e anzi crescenti) funzioni operative è la Protezione civile, destinata a sopravvivere alla soppressa Provincia per la sua importanza e per l’alta professionalità (con una centrale operativa tecnologicamente di livello internazionale) mostrata sul campo in questi 9 anni: è il fiore all’occhiello del soppresso ente provinciale e non è neppure pensabile che la Regione se ne privi. Corrono voci secondo cui potrebbe addirittura diventare il Centro regionale della Protezione civile.
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