Asl, scontro in commissione Sanità
Il capogruppo di Forza Italia Pittalis accusa il Pd: «Vuole tutte le poltrone senza rispettare neanche la sua maggioranza»
CAGLIARI. La sanità è roba che scotta, ancora una volta. È sempre così sia che all’ordine del giorno, come in questi giorni, ci sia il riordino delle Asl o il futuro dei piccoli ospedali. Solo il San Raffaele è sfuggito alla regola dello scontro in campo aperto, ma era scontato che sul Qatar nessuno avesse volesse litigare. Il litigio è stato forte invece quando i partiti hanno ripreso a parlare della «sanità nostrana». È accaduto nell’aula della commissione Salute del Consiglio regionale prima e nei corridoi del Palazzo poi dopo appena due giorni dall’inizio della discussione sulla proposta di riorganizzazione presentata dal Pd. L’inizio dello scontro è stato fra Raimondo Perra, presidente della commissione, e Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia. Al termine dell’audizione dei sindacati, che sulla riforma hanno detto di essere molto perplessi, Pietro Pittalis voleva alcuni chiarimenti dagli ospiti. La risposta di Perra è stata: «Non è possibile, i tempi sono stretti e così eravamo d’accordo». A quel punto Pittalis si è alzato, ha denunciato «l’atteggiamento arrogante della maggioranza che ha fretta di prendersi le poltrone» e subito dopo sono volati un bel po’ di fogli. Lanciati da Pittalis, che ha subito infilato la porta, «Vado via indignato», seguito dagli altri partiti dell’opposizione (Riformatori, Udc e Sardisti) al grido: «Abbandoniamo i lavori in segno di protesta». L’incidente non si è chiuso: lo scontro è proseguito nel corridoio del Palazzo. A scontrarsi a muso duro sono stati Pittalis e il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, che gli ha contestato: «Voi volete fermare la riforma e fate i reazionari solo perché difendete i manager che avete nominato, ma sono loro ad aver portato allo sfascio il sistema». E l’altro di rimando, in un crescendo ormai senza limiti: «Macchè è il Pd che vuole tutto e subito senza rispettare neanche la sua maggioranza». Ci sono voluti diversi pacieri e anche alcune camomille per riportare la calma. Alla fine l’accordo è stato raggiunto su questa mediazione: i sindacati saranno riconvocati per rispondere alle domande.
I sindacati. Erano e sono rimasti perplessi. La bozza di riforma non li ha entusiasmati, anche se «può essere un discreto punto di partenza». L’importante, come ha detto Ignazio Ganga della Cisl, che «tutti i partiti si liberino dalle solite logiche di spartizione altrimenti non si va da nessuna parte».
L’assessore. In commissione è stato ascoltato anche l’assessore alla Sanità, Luigi Arru, che nei giorni scorsi proprio sulla riforma era stato protagonista di un faccia a faccia in Giunta col presidente Pigliaru. Chiarito quello che c’era da chiarire in via Trento, Arru ha detto: «La riforma del sistema sanitario è urgente perché la spesa ormai è fuori controllo e quindi serve un intervento deciso». Intervento che potrebbe arrivare a settembre proprio con una proposta della Giunta (riduzione delle Asl da 11 a massimo 6), mentre la bozza del Pd che prevede l’avvio di una nuova azienda sanitaria per le emergenze potrebbe essere usata entro agosto per aprire la strada al commissariamento delle Asl. E nel frattempo non a caso lo stesso assessore ha riaperto i termini per l’iscrizione di nuovi possibili manager Asl nell’elenco regionale.
L’opposizione. Giorgio Oppi dell’Udc ha detto: «Altro che ridurre i costi, il centrosinistra crea nuove sovrastrutture». Christian Solinas del Psd’Az ha aggiunto: «Continuano a presentare leggi senza copertura finanziaria, ma dove vogliono andare?». Lo scontro andrà avanti ancora per giorni.
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