La Nuova Sardegna

Le terre erano del pastore anti Berlusconi

di Enrico Gaviano
Le terre erano del pastore anti Berlusconi

Paolo Murgia diventò un eroe: bloccò per anni i progetti di Costa Turchese prima di cedere i terreni

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OLBIA. Paolo Murgia è morto quattro anni fa, a 86 anni. Una vita avventurosa che, a un certo punto, lo ha portato a diventare una specie d’eroe nazionale per gli anti berlusconiani. Tutto perché, mettendosi di traverso a costa Turchese, ha impedito per anni che si portassero avanti i progetti di Edilizia Alta Italia, della famiglia dell’ex premier: un progetto per costruire ville e alberghi per 280mila metri cubi e un porto turistico per 2000 barche. Piani da cui si potevano fare ricavi per centinaia di milioni di euro. Ma Murgia aveva bloccato tutto con una parolina magica: usucapione. Gli avvocati del vecchio ma indomito pastore originario di San Lorenzo, una minuscola frazione di Posada, avevano depositato nel tribunale di Tempio due distinte richieste, una per 100 ettari e una per 400 ettari. Tanto terreno insomma da chiudere la porta in faccia per diversi anni ai sogni edilizi della famiglia Berlusconi. In un’intervista rilasciata alla Nuova Sardegna nel 2009, Murgia fece sapere di aver richiesto la bella cifra di 3 milioni di euro per la transazione. L’anno successivo, poco prima di morire, il vecchio Murgia, che qualcuno per la sua testardaggine e il fatto di aver tenuto in scacco Berlusconi voleva nominare segretario del Pd, si arrese. Tutto perché, sentendosi vicino alla fine, pensò bene di tirar fuori qualche quattrino per poterlo lasciare alla moglie, ai figli e agli altri parenti. La cifra esatta della transazione è ora oggetto di verifiche. All’epoca lui confidò trattarsi di circa 350mila euro, cifra comunque più sostanziosa dei 250 mila euro proposti dai legali di Edilizia alta Italia. Resta il dubbio che la cifra invece sia stata più sostanziosa, come è emerso ieri a Cagliari.

Murgia era nato a Posada nel 1924, era arrivato a Capo Ceraso quarantenne, nel 1964, dopo qualche anno di carcere dove aveva conosciuto Graziano Mesina. Da quella storia però ne uscì pulito. Aveva già sposato la moglie, Maria, nel 1947. Furono due olbiesi, Giuseppe Puliga ed Enzo Giovannelli (il padre di Gianni, attuale sindaco di Olbia) a consigliargli l'area per far pascolare le sue bestie: pecore, capre e vacche. Proprio per questo, per l’antica amicizia fra il pastore e suo padre, Gianni Giovannelli si offrì di fare, qualche anno fa, da intermediario per districare l’intricata matassa e trovare un accordo.

Comunque, tornando al 1964, Murgia costruì una casupola che poi diventò una grande casa. Nel frattempo su tutta la zona fa pascolare le sue bestie. La società proprietaria dell'area in cui aveva iniziato a costruire la casa, e che gestiva un hotel vicino (ma estranea ai Berlusconi), provò a mandarlo via una ventina d’anni dopo. Ma l’usucapione scattò inesorabile, e così Murgia divenne proprietario di quella zona. Precedente che fece temere il peggio ai legali di Berlusconi, che pure continuavano a dire che la transazione fra la società e il pastore era stata già fatta negli anni 80. La situazione però non si sbloccava, mentre crescevano i sostenitori dell’eroico pastore sardo. Tanto da far nascere su Facebook un gruppo appositamente intitolato al pastore, con 1800 sostenitori. Nell’ultima fase della transazione comparve anche Graziano Mesina, di cui Murgia si fidava parecchio per la vecchia frequentazione in carcere. E alla fine l’accordo venne raggiunto.

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