La Nuova Sardegna

Come vivremo dopo il petrolio, il cinema racconta il futuro della Terra senza l’oro nero

di Fabio Canessa
Come vivremo dopo il petrolio, il cinema racconta il futuro della Terra senza l’oro nero

Dal 1° al 3 agosto a Martis la prima edizione del premio “Life After Oil”: diciannove docufilm sulle alternative possibili all’uso dei combustibili fossili

26 luglio 2014
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SASSARI. Non si sa di preciso quando, ma la data non appare più molto lontana. L’oro nero è destinato a finire. Entro breve tempo. Come ci stiamo preparando all'era post-petrolifera? Che faremo? Il cinema di fantascienza ha più volte dipinto un futuro dai contorni post apocalittici (viene in mente “Mad Max” dove gli uomini combattono per impadronirsi dell'ultima benzina rimasta), il cinema attaccato alla realtà può forse, nell’evidenziare i problemi legati all’uso di combustibili fossili, individuare alternative possibili al loro utilizzo.

Da questa idea nasce il premio “Life After Oil” per i film di tematica ambientale ideato dal documentarista Massimiliano Mazzotta (già autore di due note docu-inchieste, “Oil” e “Oil. Secondo tempo” sull’inquinamento provocato dalla raffineria Saras a Sarroch) come nuova sezione del Sardinia Film Festival. Dall’1 al 3 agosto Martis diventerà un laboratorio dove fare le prove per un mondo meno inquinato e più sostenibile, un mondo libero dal petrolio. Tre giorni intensi, con un'agenda fitta di proiezioni pomeridiane (dalle 17 nel centro polivalente "Sa Tanca de Idda") e serali (dalle 19 in piazza San Giovanni, indicata sulle cartine come Piazza Regina Elena), oltre che di eventi collaterali e incontri con i registi (per i dettagli sul programma, presentato ieri a Sassari, consultare il sito lifeafteroil.org).

Sono 19 i lavori selezionati zionati dallo stesso Mazzotta insieme ad Antonio Martino (regista), Carlo Dessi (direttore Sardinia Film Festival), Gaetano Capizzi (direttore di Cinemambiente Torino), Stefania Divertito (giornalista), Vincenzo Migaleddu (presidente Medici per l'ambiente Sardegna). Tra questi, da segnalare i documentari “Fukushima no Daimyo” di Alessandro Tesei: la storia di un allevatore di bovini che dopo l’esplosione della centrale nucleare di Fukushima nel 2011 ha rifiutato di lasciare la zona contaminata per salvare gli animali; “The Human Horses” di Marco Landini e Rosario Simanella che racconta di tre tiratori di risciò orgogliosamente fedeli al loro lavoro estenuante ma ecosostenibile in una Calcutta congestionata dal traffico; “A Road Not Taken” degli svizzeri Christina Hemauer e Roman Keller con un'intervista all'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter che nel 1979 fece installare dei pannelli solari sul tetto della Casa Bianca (tolti poi da Reegan); “The Lithium Revolution” del tedesco Andreas Pichler che mostra come il litio potrebbe essere la risposta alla crisi energetica che seguirà l'esaurimento del petrolio, senza nascondere i contro: costi elevati, scarsità e concentrazione della risorsa in particolari zone del pianeta; “Terra nera” di Simone Ciani e Danilo Licciardello che si sviluppa come un viaggio tra le popolazioni del Canada e del Congo in lotta contro le multinazionali Eni e Shell che distruggono le loro foreste e inquinano le loro risorse per estrarre idrocarburi. Due realtà geograficamente lontane da Martis, ma con punti in comune. Il piccolo comune dell’Anglona è infatti al centro di un progetto per la produzione di energia geotermica. La prospettiva di ampie trivellazioni, però, non è stata accolta bene dagli abitanti e dai sindaci della zona, preoccupati per eventuali effetti nocivi «non solo sulle persone, ma anche ai danni della foresta pietrificata» sottolinea il sindaco di Martis Tiziano Lasia.

Oltre ai film la manifestazione propone anche (sabato 2 agosto) il workshop “Ecologia e modelli di sviluppo” diretto dal professore di astronomia e astrofisica dell'università di Cagliari, Luciano Burderi; laboratori e il concerto finale di Alessandro Carta insieme al violinista dei Nasodoble Peppino Anfossi e al chitarrista Andrea Fanciulli. Dopo la proiezione in anteprima di “Cazz boh”, il nuovo videoclip del gruppo sassarese.

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