La Nuova Sardegna

Pili: «Pigliaru ha svenduto l’isola a Renzi»

Pili: «Pigliaru ha svenduto l’isola a Renzi»

Il deputato di Unidos: «Intesa folle con lo Stato, mi rivolgerò alla Corte dei conti per i danni fatti»

27 luglio 2014
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CAGLIARI. Mauro Pili contro Pigliaru: «Ha svenduto la Sardegna al governo Renzi». Il deputato di Unidos stigmatizza la chiusura della vertenza entrate: «Quella di Pigliaru è un’operazione che rischia di far perdere alla Sardegna dignità, autonomia e soprattutto una marea di soldi: non è stato ottenuto il miliardo e 200 milioni sbandierato qualche mese come irrinunciabile. La Regione si fa scippare dallo Stato una capacità di spesa di 964 milioni di euro. Un furto a mano armata, con una modesta restituzione di 320 milioni del bottino. In sostanza si tratta di un taglio netto di 644 milioni di euro rispetto ad un patto di stabilità che in Sardegna non poteva e non può essere applicato perché si tratta di una Regione a Statuto speciale».

Pili sostiene che «si spiega in questo modo l’imposizione alla Sardegna di ritirare tutti i ricorsi alla corte costituzionale» che lui aveva «ripetutamente sollecitato proprio per la palese incostituzionalità dei provvedimenti del governo Monti e Letta, ed ora di Renzi».

Ed è su questo punto che il deputato sardo annuncia di giocare una sorta di jolly: una denuncia alla Corte dei conti appena sarà formalizzato, da parte della Regione, il ritiro dei ricorsi alla Corte costituzionale. Secondo l’ex presidente della Regione, fondatore di Unidos dopo aver lasciato Forza Italia, la Sardegna è davanti «a un vero e proprio disastro finanziario frutto della sottomissione politica ed istituzionale di questa giunta regionale». La battaglia di Pili, annunciata ieri in una conferenza, non si ferma qui. «Nel contempo Unidos avvierà una class action contro la Regione per la restituzione dell'Imu considerato che la Corte Costituzionale ha più volte sentenziato che non poteva essere applicata alle Regioni a Statuto speciale. Il ritiro anche di quel ricorso è un danno diretto ai cittadini sardi per 649 milioni di euro».

Il futuro? L'equilibrio di bilancio - a giudizio di Pili - lo si evince in tutto il testo dell'accordo, sarà peggio del patto di stabilità. Riguarderà non solo la Regione ma tutti i comuni. Si applicherà al bilancio di competenza e di cassa. E ci saranno sanzioni e controlli. «La maggioranza di governo regionale e nazionale», conclude Mauro Pili, «con questo accordo hanno decretato la fine dell'autonomia della Sardegna, già duramente colpita nell'accordo del 2006. Un gioco delle tre carte tutto in perdita per la Regione». (a.f.)

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