La Nuova Sardegna

Quando la musica è una grande festa

di Claudio Zoccheddu
Quando la musica è una grande festa

Anche ieri a Torregrande un pubblico straordinario Perché tutto filasse liscio al lavoro anche otto psicologhe

27 luglio 2014
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ORISTANO. Come se fosse un rito. La seconda giornata del Mondo Ichnusa si è sviluppata sul canovaccio collaudato e vincente che ha scandito i primi tre fortunati episodi (di cui due andati in scena la scorsa estate) della rassegna sbarcata nel 2013 sulla spiaggia di Torregrande. Buona musica, tanta gente e un’organizzazione puntuale che non ha lasciato nulla al caso. Una ricetta che ha accompagnato decine di migliaia di spettatori dal caldo del primo pomeriggio di ieri, quando il piazzale del concerto era poco più che una landa desolata, fino alle ore piccole di una notte tramontata dopo il concerto di Elio e le storie tese.

L’operazione Mondo Ichnusa è scatta intorno alle 19, quando le prime ondate di automobili sono state smistate dai vigili urbani verso le aree di sosta. Un esodo a cui hanno partecipato anche le navette dell’Arst e tante persone che sono arrivate a piedi da Oristano e Cabras. Tra i primi a prendere i posti c’erano Michele e Anna, padre e figlia adolescente di Sassari che hanno occupato il posto più ambito, proprio sotto il palco: “In realtà mia figlia sarebbe dovuta venire con un’amica e con la zia, ma c’è stato un imprevisto ed eccoci qua”. Lo sguardo della piccola Anna sarà piantato addosso a Mondo Marcio, rapper e beatmaker milanese: “Siamo qua per lui ma non è stata una sfacchinata, anzi”, conferma Michele. Assieme a loro c’è tanta gente e tanta altra ne arriverà durante la serata. Ad accogliere il pubblico ci ha pensato un’ingente schieramento di forze dell’ordine divise tra Polizia, Carabinieri, Corpo forestale e Polizia municipale. A concludere il novero delle forze impegnate sul campo c’erano nove militari del quinto Reggimento genio guastatori di Macomer, che hanno presidiato tre “ponti faro” montati per illuminare la strada tra Cabras e Torregrande.

Nell’area del concerto, invece, a lavoro c’erano circa 300 persone: “Forse qualcuno in meno ma tra gli addetti al cibo e alle bevande, le hostess e gli addetti al palco più o meno sono questi i numeri”, hanno confermato gli organizzatori. Tra di loro tre ex stagiste, Monia, Marta e Nicoletta che, dopo l’esperienza dello scorso anno, sono state riconfermate dall’organizzazione, questa volta in qualità di collaboratrici: “Un bel segnale, avrebbero tranquillamente potuto sfruttare gratuitamente altre stagiste ma hanno riconfermato noi. Questa esperienza si sposa con il percorso di studi che abbiamo scelto e ci permette di entrare in contatto con l’organizzazione di un grande evento”.

Nel piazzale del concerto erano a lavoro otto psicologhe che hanno fornito assistenza a chi non soffriva per colpa dell’alcol: “Purtroppo si possono verificare stati d’ansia che vanno dagli attacchi di panico fino all’agorafobia, la paura degli spazi aperti. A volte possono essere confusi con altri sintomi, come quelli delle sbronze, ma in questo caso il medico non basta e serve un supporto di altro genere”, hanno raccontato Silvia, Mascia e Paola, tre delle psicologhe in azione ieri a Torregrande. Una festa, d’altra parte, prevede preoccupazioni e cure per tutti gli invitati.

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