La Nuova Sardegna

Pagaiare sulla tavola La vacanza è “Sup”

di Simone Repetto
Pagaiare sulla tavola La vacanza è “Sup”

In piedi in pieno relax per scoprire baie e calette Sull’isola di San Pietro è uno sport sempre più diffuso

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CARLOFORTE. La nuova frontiera dell'esplorazione costiera via mare sopra una tavola, ha felicemente attecchito a Carloforte. È il cosiddetto Sup, acronimo di “Stand up paddle board”, dove una persona sta in piedi su una larga tavola da surf, manovrando sapientemente una lunga pagaia per avanzare in una superficie marina preferibilmente calma.

Ci si muove con uno sforzo fisico che coinvolge tutto il corpo, con bracciate alternative a destra e a sinistra, ma senza badare alla prestazione. Perché il Sup si vive in tranquillità, in piedi sulla tavola in versione relax, con l'obiettivo di avanzare per scoprire affascinanti ambienti costieri che, quando ti trovi nell'isola di San Pietro, certamente non mancano. Chi non è esperto, inizialmente può avere problemi di equilibrio, ma se si finisce in acqua, soprattutto se cristallina ed invitante, non è certo un problema. Così, in molti chioschi isolani, oltre alla possibilità di noleggiare canoe, oggi si trovano molte tavole bianche, impuntate sulla sabbia e messe bene in vista, quasi a voler segnalare al turista un presidio Sup. Sulla tavola, ci salgono davvero tutti, dai più giovani agli adulti, dai meno esperti a coloro che, avendo dimestichezza, dalla battigia pagaiano verso il mare aperto, spingendosi fin dove la forza fisica consente. Talvolta in compagnia, che può assumere le fattezze di un simpatico cane seduto a prua, quasi a voler indicare la rotta da seguire al padrone. La passione sale ed a Carloforte, oltre a chi promuove la disciplina per lavoro, sono nati gruppi di appassionati e cultori, che postano testimonianze e splendide fotografie sui social network.

D'altronde, grazie all'utilizzo della nuova tavola, che può essere utilizzata anche per il surf, come avviene in altre parti del mondo dove si pratica il Sup da tempi remoti, è possibile raggiungere anse e calette altrimenti inaccessibili con una barca a motore. Nell'isola tabarchina, con il Sup si visitano le bianche spiagge dai fondali color smeraldo come le grotte e le scogliere più selvagge, magari sorvolati dal raro gabbiano corso o dal falco della regina, giunto dall'Africa sudorientale per riprodursi. Chi può permetterselo, con una Go Pro fissata sul capo o a prua, così da portarsi dietro un ricordo filmato dell'esperienza vissuta di tutto rispetto.

Ma, come consiglia la Guardia Costiera, senza mai perdere di vista la sicurezza. Che significa salire sul Sup in buone condizioni fisiche, indossare un giubbotto di salvataggio a norma e non spingersi al largo, o navigare sotto i dirupi a picco sul mare.

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