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Il blocco di Soru diede il via alle polemiche

Il blocco di Soru diede il via alle polemiche

Nel 2006 l’ex governatore sospese la raccolta: due anni dopo fece la sua comparsa il macchinario

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ALGHERO. Parte da lontano la guerra dei corallari. Almeno dal 2006, quando Renato Soru decide per due anni di bloccare la pesca del corallo, parlando di depauperamento della preziosa risorsa. Durante il blocco viene affidato al Dipartimento di Biologia animale dell’Università di Cagliari il compito di verificare la condizione dei banchi corallini. Lo studio viene fatto con la collaborazione dei pescatori, che per la prima volta vedono e utilizzano il Rov.

L’attività decreta il buono stato del corallo sardo, e la pesca viene riaperta nel 2008. E, senza nessuna regolamentazione in materia, il Rov rimane sulle barche dei pescatori. Per cercare il corallo, ufficialmente. Ma molti hanno il dubbio che venga usato anche per pescare.

Tra questi l’assessore regionale Oscar Cherchi, che nel 2012 dispone che le barche per la pesca del corallo possono sì utilizzare il Rov, come previsto anche dalla sperimentazione in atto per il 2010-2015 a livello europeo, ma solo con la presenza di un osservatore.

«Un modo – sottolineano i pescatori favorevoli al robottino – per boicottare la ricerca gratuita che i pescatori di corallo stavano portando avanti. Evidentemente qualcuno preferisce che la ricerca sia a pagamento. E vuole impedire anche la semplice sperimentazione».

«La realtà – attaccano gli anti-Rov – è che il robot veniva già usato illegalmente per pescare. E questo è dimostrato dal fatto che, casualmente, dopo la decisione dell’assessore regionale, è cominciata la crociata sulla sicurezza». (g.bua)

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