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A Posada una mostra di Christelle Familiari

A Posada una mostra di Christelle Familiari

Al Castello della Fava una delle più importanti interpreti della nouvelle vague artistica francese

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POSADA. Si è inaugurata venerdì scorso, al Castello della Fava, la mostra di Christelle Familiari “Variazioni sl tema”.

Christelle Familiari è nata a Niort, in Francia, nel 1972. E' docente di scultura all'Eesab di Rennes. Vive e lavora tra Parigi e Rennes. Apparsa verso la metà degli anni ’90 sulla vivace scena artistica di Nantes, Christelle Familiari è una delle più importanti interpreti della nouvelle vague francese.

Per la mostra di Posada, curata da Massimiliano Scuderi, Familiari approfondisce il tema della gestualità femminile, intima e laboriosa, in un tempo che punta all'infinitezza della ripetizione, tra tradizione ed estetica minimalista contemporanea. Attraverso un' indagine sul rapporto tra corpo e contesto ambientale, l'artista crea disegni e forme organiche che trovano origine nell'esperienza diretta con la Sardegna ed in particolare con le forme tipiche di un artigianato che, dai gioielli, ai tessuti, al pane, ha determinato nei secoli un abaco stilistico, arcaico e moderno al tempo stesso.

In “Viariazioni sul tema” l'artista propone, attraverso un processo creativo ispirato all' uso scultoreo del tempo, una serie di motivi e materiali fatti a mano ( dal filo di ferro, alla ceramica e alla porcellana) che disposti sui tavoli nei quattro piani del Castello della Fava, subiranno un processo di corruzione organica, determinando altre forme e ulteriori disegni. Le sculture di Christelle Familiari fin dagli esordi sono elaborate attraverso gesti necessari, per cui i grovigli di ferro o i merletti diventano paesaggi in cui la forma dello spazio segue il senso della perdita di materia e di tempo utili alla creazione. Familiari continua anche in quest'occasione l'indagine sulla fragilità dei corpi e sugli spazi mentali, esplorando la relazione intima tra arte e vita. Una ricerca che spazia dalle suggestioni surrealiste alla body-art, dalla scultura al video e al design attraverso una disinvolta capacità di sconfinamento disciplinare.

La mostra è inserita all'interno del progetto “Prendas” dedicato all'oreficeria tradizionale sarda, a cura del Laboratorio di economia della cultura del Master in diritto ed conomia della cultura e dell'arte dell’Università di Sassari, in collaborazione con il Consorzio universitario nuorese e con il contributo della Fondazione Banco di Sardegna.

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