La Nuova Sardegna

Con Navigo nasce la rete di imprese per migliorare i porti

di Marco Bittau
Con Navigo nasce la rete di imprese per migliorare i porti

Renato Azara: «Il salone di Genova la nostra prima vetrina» Collaborazione con l’Ucina per un padiglione innovativo

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OLBIA. L’innovazione e lo sviluppo della nautica passano anche per Navigo Sardegna. La nuova rete di imprese, nata quasi in sordina un anno fa sotto l’ala protettrice di Confindustria, oggi sta dispiegando tutte le sue potenzialità con 30 aziende già associate al network in tutta l’isola. L’obiettivo è chiaro: invertire una tendenza assolutamente negativa per la nautica e per il turismo in generale. E allo stesso tempo proporre anche nuove strategie di gestione e marketing regionale.

«La prima vetrina utile – dice il presidente Renato Azara, olbiese, amministratore delegato della Sardinia yacht services – sarà il Salone della nautica di Genova: Navigo Sardegna, in collaborazione con l’Ucina, sarà presente con un padiglione innovativo per trasmettere quel messaggio di originalità e tipicità che sinora è mancato. Cioè una cosa ben diversa dalla politica dei depliant in fiera». È proprio Renato Azara, insieme a Roberto Azzi, a spiegare idee e progetti di Navigo Sardegna: «Una vera e propria rete d’impresa, nata per soddisfare l’esigenza di affrontare la generale contrazione economica e le sfide della globalizzazione attraverso un modello competitivo e una strategia improntata alla collaborazione di filiera».

Il punto di partenza è la crisi pesantissima del comparto. «La nautica nella nostra regione non esiste – dicono Azara e Azzi – la rete Navigo Sardegna è stata creata proprio per dare voce agli imprenditori del settore che si sentono sono abbandonati e privi di qualunque rappresentanza, anche a livello politico. Manca qualunque strategia di marketing per far conoscere i nostri porti all’estero, così come manca completamente nei nostri marina il concetto dell’accoglienza. Basta con i porti garage che offrono posti barca, ma che non interagiscono con il territorio e con la stessa filiera della nautica. Basta cioè con i porti in competizione tra loro quando invece dovrebbero essere, tutti insieme, il trampolino di lancio del turismo».

Il concetto fondamentale è quello della collaborazione, che poi è anche il significato logico della rete. Una collaborazione commerciale, ma anche organizzativa, ad esempio per gestire i rapporti con le banche oppure la condivisione di servizi, professionalità e consulenze. E ancora una collaborazione per promuovere azioni di marketing comune, sviluppare tecnologie, accedere a progetti di ricerca, partecipare a bandi europei, statali e regionali che garantiscono l’accesso a contriìibuti. «Proprio quei bandi – conclude Renato Azara – che gli operatori della nautica non vedono mai, perché passano sempre per altri soggetti. Insomma, o si cresce e si cambia o si muore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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