La Nuova Sardegna

Costa, i restyling degli hotel sotto la lente della Procura

I carabinieri hanno sequestrato documenti negli uffici comunali di Arzachena Gli inquirenti vogliono capire se siano stati commessi abusi nei resort Starwood

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PORTO CERVO. Ancora un blitz a cinque stelle disposto dalla procura della Repubblica di Tempio sugli ampliamenti e ristrutturazioni che hanno riguardato gli esclusivi hotel del Qatar in Costa Smeralda. Da ieri i progetti, i nullaosta, le varianti in corso d’opera e le autorizzazioni amministrative relative agli ampliamenti e alle ristrutturazioni rilasciate dall’ufficio tecnico di Arzachena per gli hotel Pitrizza, Romazzino, Cala di Volpe e Cervo sono al vaglio dei periti della magistratura inquirente. L’acquisizione dei diversi faldoni è stata ordinata dal capo della procura gallurese, Domenico Fiordalisi, il quale ha spedito dentro l’ufficio tecnico del Comune smeraldino i militari della stazione dei carabinieri di Porto Cervo con in mano un provvedimento di acquisizione relativo alla documentazione inerente i lavori effettuati in questi ultimi cinque anni nei resort della catena Starwood passati di mano, nel 2012, dalla Colony Capital di Tom Barrack al fondo sovrano degli emiri del Qatar. Cosa stiano cercando gli investigatori tra le carte relative agli ampliamenti (previsti e già realizzato con il Piano casa) negli hotel Pitrizza e Romazzino, dove sono state costruite nuove suite, e sui lavori di ristrutturazione nelle Luxury Room del Cervo o nella presidenziale del Cala di Volpe non è ancora dato sapere, ma sta di fatto che il martellare della Procura sui possedimenti galluresi che erano di Karim Aga Khan richiama alla memoria il detto che bisogna battere il ferro quando è caldo. E Domenico Fiordalisi non si discosta da questo inciso, aprendo con ritmi sempre più incalzanti una indagine dietro l’altro sugli affari della Costa Smeralda, quella che rientra tre i due massi – uno a levante, dopo Portisco, l’altro a Ponente, verso Baja Sardinia – che delimitano le proprietà ora gestite dal giovane sovrano dell’emirato arabo.

I carabinieri hanno trascorso l’intera giornata dentro gli uffici del Comune di Arzachena, e a tarda sera sono andati via portandosi dietro una decina di faldoni di fotocopie. Non più tardi di un mese e mezzo fa era stato lo stesso procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi a guidare un blitz interforze all’interno del Cala di Volpe, dove un’impresa locale stava ristrutturando la suite presidenziale dotandola di Spa, sostituendo la piscina sul tetto e trasformando vecchi muretti a secco in ampie vetrate vista mare, con gazebo e tettoie in legni pregiati. Il sequestro probatorio di quell’opera restò in piedi pochi giorni, il tempo necessario al consulente della Procura di prendere visione delle opera in corso di realizzazione e confrontarle con quelle regolarmente licenziate dall’ufficio tecnico comunale. Sugli ampliamenti previsti nell’hotel c’è invece uno stop imposto dalla misura degli interventi che prevedono lavori per circa 3 mesi, un tempo non dilazionabile da includere nei mesi di chiusura della struttura ricettiva. (g.p.c.)

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