La Nuova Sardegna

«La mia musica nasce nel Mediterraneo»

di Walter Porcedda
«La mia musica nasce nel Mediterraneo»

Palmas: un viaggio sonoro tra Sardegna, Grecia e Maghreb

3 MINUTI DI LETTURA





NORA. Il Mediterraneo come luogo di incontro di popoli e culture, è una ispirazione costante del lavoro di composizione di un musicista di solida formazione come è Mauro Palmas. Anche nella sua ultima fatica “Danze del mare 2.0” diventato colonna sonora per le coreografie della Physical Dance di Mvula Sungani ed Emanuela Bianchini, oggi alle 21,45 al teatro romano di Nora, domani per Carignano Experience a Calasetta e il 5 nella zona archeologica di Tharros per iniziativa dell’Associazione degli enti per lo spettacolo. «Un progetto partito da Danze dal mare – racconta Palmas – che eseguo con il quartetto di chitarre e il sassofonista David Brutti. In questo caso si aggiungono le coreografie e la partecipazione di Pietro Cernuto suonatore di ciarammedda a paru e di friscaletto, al posto di Brutti».

Perchè il Mediterraneo? «Ma è semplice: nel mare trovi tutto, l’unione e le differenze. Anzi, anche in queste si trovano punti in comune. Suonando con musicisti di questa area non ho mai smesso di scoprire affinità e punti di contatto. Sono tanti e ancora di più da scoprire. Questo è in noce anche l’idea del progetto di stasera ma anche quello che mi ha gui sin dal tempo di Suonofficina. La mia storia sta lì, no rinnego nulla. Gavino Gabriel diceva che la Sardegna, al centro del Mediterraneo sarebbe diventato il luogo ideale di incontro e composizione delle controversie. Per la parte musicale è già così».

Cosa racconta in questo nuovo viaggio musicale ?

«Alcune composizioni erano già incluse nel precedente, “Il colore del maestrale”, nate per un quartetto d’archi assumono un abito nuovo. Diventano parti per un quartetto di chitarra e uno strumento solista, il friscaletto, paragonabile a su solitu, suonato in modo magistrale da Cernuto, con una intonazione particolare. In un flauto a quattro fori trova una estensione incredibile. Poi ci sono composizioni nuove. In un brano, ad esempio, un ballo sardo si trasformerà in un saltarello e poi in una tarantella, grazie alla zampogna suonata sempre da Cernuto. E poi ci sono le danze che ricordano il Maghreb, la Grecia, la Turchia. Il tutto tradotto da Sungani in coreografia».

La danza resta sempre un altro dei riferimenti importanti nella sua scrittura.

«In Sardegna è fondamentale. Ad esempio i nostri organettisti sono unici perchè dovendo utilizzare lo strumento per il ballo sono portati a usare il mantice in un modo così particolare, originale e unico. Anche nel mio strumento, la mandola riesco a esprimermi con una tecnica legata alla metrica del ballo. Se questa ce l’hai dentro riesci a trasportarla negli strumenti dando così vita a tecniche assai particolari. Per quanto mi riguarda horielaborato in parte quella che aveva mio zio Mario nel suonare il mandolino».

E per la danza ha scritto anche la partitura che suoneranno in prima proprio questa sera all’Aquila.

«Si, lo spettacolo di danza e teatro è “Omaggio al tango” di Francesca La Cava e la partitura si intitola “Tango suerte” per quartetto d’archi e clarinetto e sarà eseguita nella prima parte dalla Sinfoniza abruzzese assieme a musiche di Galliano e Piazzolla».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative