La Nuova Sardegna

«Scandalo dimenticato nell’arcipelago paradiso»

di Pier Giorgio Pinna
«Scandalo dimenticato nell’arcipelago paradiso»

Il leader di 5 Stelle: «Ma tutta la Sardegna deve scegliere quale futuro vuole» «L’isola non può continuare a restare una base per test militari e armi israeliane»

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INVIATO ALLA MADDALENA. Partenza a razzo con maxi-gommone, rientro più rilassante in traghetto. Ma lo show, prima e durante gli sbarchi, è stato esplosivo, scoppiettante, carico d’ironia corrosiva. Tutt’attorno, al contrario, caos calmo. L’arrivo di Grillo tra le rovine del G8 non ha destato clamore: sulle banchine c’erano più giornalisti e cameraman che sostenitori di 5 Stelle. Eppure il blitz ha comunque consentito di andare a fondo tra i disastri del G8 mancato.

«Questo è uno dei posti più belli del mondo, un arcipelago-paradiso, andrebbe valorizzato al meglio, e invece lo scandalo delle centinaia di milioni sperperati in opere pubbliche mai finite è già stato dimenticato - attacca il leader di M5S – Ecco, allora perché siamo venuti qui con i nostri parlamentari: vogliamo richiamare l’attenzione, lontano dalle campagne elettorali, su questi colossali sprechi. Denunicare un sistema che si riperpetua sempre uguale a se stesso ai danni dei cittadini».

Senza dimenticare la politica nazionale, dicendo però sempre di non volerne parlare, Grillo lancia bordate verso Napolitano, la maggioranza parlamentare, il governo. Frontale la sfida a Renzi: «Da lui solo falsità e ipocrisie, è tutto marketing: si torni al voto e gli italiani decidano».

Ma ieri mattina le 4 ore di visita tra Palau e La Maddalena sono state dedicate soprattutto ai mali dell’arcipelago. E, più in generale, della Sardegna. «Quest’isola meravigliosa – ha detto l’inventore del V-day – deve scegliere se continuare a essere solo una base militare, dove tutti possono testare ogni tipo di armi, a partire dagli israeliani». «Oppure – ha aggiunto guardandosi attorno con sincera ammirazione per il mare e le spiagge – se rivuole diventare protagonista di uno sviluppo diverso. Uno sviluppo che punti davvero a salvaguardare e valorizzare questo patrimonio naturale straordinario».

«La Maddalena non può più restare così – ha proseguito aggirandosi come una furia tra le incompiute del G8 - Questa è la storia d'Italia, il Pil basato sugli sprechi: le cose rimangono irrisolte, nessuno è mai responsabile e tutto andrà a finire con una prescrizione». «Se però andassimo al governo noi, saremmo in grado di prendere decisioni diverse – ha incalzato – È ora di sottrarre questo genere d’interventi alla Cricca che si è perpetuata sino a oggi».

Infaticabile e inarrestabile, scarpe da barca blu scuro, jeans chiari, camicia bianca e occhiali da sole con la scritta “Beppe Grillo” sulle stanghette, il leader del MoVimento non si è fermato a riprendere fiato neppure per un attimo. Solo nella tarda mattinata, insieme con gli amici parlamentari e gli attivisti locali, si è concesso un piatto di spaghetti vongole e bottarga al ristorante “Garden”, nel centro della Maddalena. Poco prima, assieme a loro, si era congedato dall’ammiraglio Andrea Toscano, arrivato apposta dalla Spezia per la visita dei 5 Stelle, e dal comandante delle scuole della Marina nell’arcipelago, Claudio Gabrini. Un saluto anche agli uomini della polizia che l’avevano seguito da lontano con un gommone.

Fino a mezzogiorno i due alti ufficiali - sotto la discreta scorta dei carabinieri della polizia militare guidati dal luogotenente Giovanni Deidda - avevano accompagnato Grillo e i suoi in diverse tappe. Sopralluoghi all’ex arsenale militare, nella vicina zona-fari di Moneta, alla caserma dell’Arma, alla centrale elettrica all’interno dell’area data in gestione al gruppo Marcegaglia. Quell’area che doveva trasformarsi in un porto turistico, ma che invece da due anni è desolatamente chiuso. Cancelli d’ingresso sbarrati davanti a una baracca che ricorda «il presidio dei lavoratori disoccupati e precari». La ragione? Le bonifiche nel mare davanti al Main Conference non sono mai state concluse. E anche perciò è nato con l’ex presidente di Confindustria un contenzioso interminabile, seguito da mille altri problemi sorti nel frattempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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