La Nuova Sardegna

Il Tar boccia il piano scolastico regionale della giunta Cappellacci

di Daniela Scano
Il Tar boccia il piano scolastico regionale della giunta Cappellacci

Sentenza esecutiva a Sassari e Porto Torres per il “caso liceo sportivo”. A rischio il dimensionamento varato l'11 febbraio scorso

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SASSARI. Due sentenze del Tar bocciano il Piano di dimensionamento scolastico varato tra le polemiche, l’11 febbraio scorso, con delibera della giunta regionale presieduta da Ugo Cappellacci. Due sentenze che hanno un effetto immediato a Sassari, Porto Torres e Villacidro, ma che potrebbero avere effetti dirompenti anche in Regione.

Partiamo dagli effetti immediati. Il 1 agosto la prima sezione del Tar (presidente Caro Lucrezio Monticelli, consiglieri Giorgio Manca e Gianluca Rovelli) ha annullato l’istituzione della sezione a indirizzo sportivo presso il Convitto nazionale Canopolemo, a Sassari. Nella stessa udienza, con identiche motivazioni, i giudici amministrativi avevano spazzato via l’istituzione di due istituti comprensivi a Villacidro derivanti dallo smembramento della direzione didattica Dessì e della scuola media Loru-Satta. Contro questo effetto del Piano di dimensionamento scolastico si erano opposti i genitori degli studenti, gli insegnanti e il personale ata dei due istituti.

L’istituzione della sezione del liceo a indirizzo sportivo al Canopoleno era invece stata impugnata dal Comune di Porto Torres. Accogliendo i due ricorsi, con le sentenze numero 692/2014 e 693/2014, la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale «annulla tutti gli atti impugnati per quanto di interesse dei ricorrenti». Questo significa che a Villacidro non ci sarà alcuna scissione scolastica e che il Convitto nazionale Canopoleno perde il Liceo a indirizzo sportivo. Mentre a Porto Torres l’amministrazione comunale esulta per la vittoria, a Sassari la sentenza del Tar arriva come un terremoto poco più di sei settimane dall’inizio dell’anno scolastico. Il Comune turritano non ha mai digerito la decisione con cui la Regione aveva assegnato l’indirizzo di studi del Liceo sportivo all’istituto Canopoleno bocciando la candidatura del liceo scientifico locale. Ma al Canopoleno, che ha raccolto le iscrizioni, è tutto pronto ad accogliere gli studenti.

Le motivazioni dei due verdetti che accolgono i ricorsi amministrativi potrebbero essere il detonatore che innesca la bomba che fa saltare in aria l’intero Piano di dimensionamento scolastico regionale. I giudici della prima sezione (presidente Caro Lucrezio Monticelli, consiglieri Giorgio Manca e Gianluca Rovelli) scrivono infatti che la giunta Cappellacci «ha adottato il Piano in mancanza del parere della competente commissione consiliare». E aggiungono che l’approvazione del piano, come prescrive l’articolo 14 della legge regionale 31/1984, dovesse intervenire «debba essere preceduta dal parere della competente commissione consiliare, atteso che quest’ultima è chiamata a effettuare le proprie valutazioni sulla base delle risultanze dell’intero procedimento al quale prendono parte – si legge nella sentenza 693/2014 –, per espressa previsione di legge, le autonomie locali rappresentative delle comunità sulle quali si riverberano gli effetti degli atti con i quali la Regione disciplina, in via definitiva, l’organizzazione del sistema scolastico».

Il 1 agosto il Tar non ha fatto altro che ribadire un concetto già espresso, il 5 agosto del 2013, quando accolse con la sentenza 594/2013 il ricorso dei genitori e degli insegnanti di tre scuole cagliaritane. Quella sentenza spazzava via l’accorpamento proposto dal Comune e dalla Provincia – e accolto dalla Regione senza modifiche il 5 marzo del 2013 – quando i genitori avevano già iscritto i loro figli nei diversi istituti. In quel caso la Regione si adeguò, ma nel febbraio del 2014 ha ripetuto lo stesso errore. C’è da dire che alla fine di gennaio, chiamata a esprimersi sulle Linee guida (e non sul Piano nella sua stesura finale) la commissione Istruzione del consiglio regionale aveva bocciato il provvedimento con cinque voti contrari e quattro favorevoli. «Avevamo lanciato l'allarme già il 16 gennaio», dichiarò in quella occasione Marco Espa, membro della commissione Istruzione, che insieme ai colleghi del Pd di Sel e di Rifondazione Comunista aveva votato contro, «con una interrogazione nella quale si denunciava che le linee guida predisposte quest’anno non hanno tenuto conto dei rilievi della commissione dello scorso anno nè di quelli del Tar». «Avevamo chiesto - aveva aggiunto Espa - di tenere conto lo scorso anno del parere di tutte le parti sociali, delle famiglie, degli studenti, ma la giunta ha riproposto criteri fotocopia, sottoposti a giudizio negativo del Tar. Ora gli enti locali, che troppo frettolosamente hanno proceduto al dimensionamento, dovranno fare marcia indietro tenendo conto che i loro atti si basano appunto su una delibera bocciata in commissione che il Tar non potrà che ritenere illegittima». Ciò che è puntualmente accaduto. Nel frattempo, chi bocciò il Piano è passato nella maggioranza che governa la Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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