La Nuova Sardegna

La forza della musica ha battuto la pioggia

di Caterina Cossu

Pubblico eccezionale per uno dei concerti più attesi Davanti al palco tutti a ballare, anche i nonni con i nipotini

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BARATILI SAN PIETRO. A Oristano e dintorni sabato è piovuto per tutto il pomeriggio e anche durante le due ore di concerto. Ma non a Baratili, non nello splendido parco comunale che ha ospitato il concerto di Manu Dibango. Almeno duecento fedelissimi sono arrivati da presto, quasi eroici, senza nemmeno un k-Way o l'ombrello. E mentre Alessandro Melis scandiva dal palco il suo meraviglioso Dromodiario, il resoconto giornaliero poetico delle giornate del festival, il pubblico si è fatto molto più numeroso e ha preso pian piano posto sotto al palco. Tanto, c'era la magia di Dromos a tenere lontana la pioggia.

Come è ormai tradizione, i concerti di Dromos sono seguiti sia da grandi esperti di musica, sia da semplici amatori alla ricerca del divertimento. Come Liana, che ha una figlia adolescente e vent'anni fa è emigrata in Westfalia, Germania, da Riola. «Sono tornata per le vacanze e ne ho approfittato per passare una serata diversa - racconta -. Mi piacciono molto le musiche africane, dove sono andata a vivere c'è una grossa comunità, molto più grande di quella degli italiani. E quindi oggi ho conciliato amiche, mare e musica».

Hanno seguito l'esempio anche Josephine e Patrick, due turisti sulla sessantina che arrivano dal Belgio e che sono appassionati di musica jazz. «Non riesco a star ferma, è una serata meravigliosa. Bravi gli organizzatori e coraggiosi a non aver annullato nonostante il pericolo temporale, è bellissimo unire splendido mare e buona musica quando si visita un posto». Cinzia Manca e Antonello Carta sono di Oristano e hanno portato al concerto di i loro figli di 6 e 4 anni. «Cerchiamo di stimolare i bambini con cose sempre nuove e interessanti. Questo è uno dei motivi per cui seguiamo Dromos, perché ci sono sempre concerti che sarebbe difficile vedere altrove. Quindi, non ci siamo fatti scoraggiare nemmeno dalla pioggia, queste poche occasioni vanno sfruttate in pieno».

Sotto al palco ballano tutti: mariti e mogli, i nonni con i bimbi, giovani e meno. L'energia è palpabile e anche chi più in disparte ne è contagiato. Come i due ventiquattrenni Michael e Cinzia, lui di Baratili e lei di Riola. «Il genere di Manu di Bango non è proprio quello che seguiamo abitualmente, ma io sono batterista e ascoltare dei buoni musicisti è sempre un'occasione imperdibile per crescere», fa presente il giovane. Per seguire i virtuosismi della band si sono piazzati vicino al parchetto, dove alcune bancarelle mostrano curiosità realizzate a mano. Ci sono anche gli oggetti costruiti dai ragazzi del Centro igiene mentale, per il secondo anno con questo spazio di vendita e quest'anno presenti anche nel cartellone del festival con la mostra fotografica Paradisi mentali, in corso nel giardino del Cim. «È una bellissima opportunità di integrazione e contatto umano per loro, siamo grati a Dromos», commenta Barbara Narducci, educatrice e referente del Centro.

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