Una battaglia lunga quasi 30 anni
I commercianti in lotta dal 1985 contro il sistema creditizio
SASSARI. La vicenda dei coniugi Mura – trent’anni di vera agonia – aveva destato non poco scalpore, a Nuoro ma anche nel resto dell’isola. Tanto che del caso si era occupata anche la prefettura. In particolare l’ufficio antiracket e antiusura, con il parere favorevole del procuratore della Repubblica Andrea Garau e dell’allora presidente del tribunale Vito Morra, aveva dato ai coniugi la possibilità di accedere al fondo vittime dell’usura. Si trattava del primo caso in provincia di Nuoro e di uno dei pochi in Sardegna. L’accusa di usura per le due banche è caduta al termine delle indagini preliminari: il pm aveva archiviato. Ma in seguito è arrivata – almeno per il primo istituto di credito, ossia la Banca di credito sardo – la condanna per anatocismo. Non c’è invece ancora la sentenza nei confronti della Banca popolare di Sassari.
L’anatocismo è un fenomeno complesso per il quale gli interessi maturati nel conto corrente bancario vengono addebitati nello stesso conto, diventando una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi. La regola generale, che è valida per ogni rapporto e non solo per quelli bancari, è quella per cui gli interessi debbano maturare sul solo capitale dovuto e non anche sugli interessi maturati in precedenza. Ed è proprio facendo un’apposita perizia sui conti che sarebbe stato accertato il debito delle banche nei confronti di Mura. Un debito che si aggira intorno ai 190mila euro e che per via dell’aumento di due decimi previsto in caso di pignoramento è salito a 230mila. (na.co.)
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