Asl, la maggioranza in ordine sparso
Tensione sulla bozza di riforma tra il Pd e il resto del centrosinistra. Pigliaru: il cambio dei manager non è una priorità
CAGLIARI. Il numero delle Asl? Non è il primo problema «prima serve un ragionamento più ampio sui distretti territoriali». Sollevare, in piena estate, i direttori generali delle Aziende sanitarie? «Neanche questa è una priorità. Non servono riforme a pezzi. Abbiamo bisogno di un confronto più ampio e lo faremo a settembre, quando ci sarà un’accelerazione». Parole e concetti sono del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che proprio sulla sanità finora ha avuto i maggiori impicci con la maggioranza. La settimana scorsa c’è stato l’incontro chiarificatore con il Pd, ieri è stata la volta degli altri partiti dell’alleanza. Nonostante in molti provino, ogni giorno, a spegnere uno o più focolai, la tensione continua a essere evidente. La proposta del Pd, quella su cui oggi la commissione Sanità del Consiglio dovrebbe tirare le fila, piace sempre meno agli alleati. Anche nel vertice di ieri i cespugli del centrosinistra hanno sollevato molti dubbi. A cominciare dalla nascita della dodicesima Asl, quella che dovrebbe accorpare i due distretti (Cagliari e Sassari) che ora si occupano e organizzano il 118. Al resto della coalizione, l’Areu (acronimo di Agenzia regionale per emergenze e urgenze) è vista come fumo negli occhi, mentre il Pd è impegnato a difenderla, anche se pare ormai sia stato convinto a retrocederla da azienda autonoma a dipartimento. La verità è però che il centrosinistra ha bisogno di un grimaldello, per scalzare i direttori generali delle otto Asl, dell’ospedale Brotzu e dei due policlinici universitari di Cagliari e Sassari, tutti nominati dalla giunta Cappellacci. L’idea del Partito Democratico è stata sempre quella di passare attraverso la riforma del 118, ma ieri il Centro Democratico – che da quella proposta ha ritirato la firma – si è presentato con un’alternativa interessante: «Scorporiamo dalle Asl il servizio veterinario e mettiamolo sotto la direzione dell’Istituto zooprofilattico». È un’idea, chissà se servirà a convincere il Pd.
I Riformatori. Un’altra ipotesi è stata rilanciata dal gruppo dei referendari in Consiglio regionale. «Abbiamo inviato ai manager una lettera in cui chiediamo di dimettersi senza aspettare che siano sollevati dall’incarico», ha detto il coordinatore regionale Michele Cossa. Secondo Franco Meloni, responsabili del Centro studi dei Riformatori, «i due vicini alla nostra area (sono i manager del policlinico di Cagliari e dell’Asl di Carbonia) sono pronti a farlo e almeno un altro ha la stessa idea». Andar via non andrebbe considerata come una resa: «Capiamo bene – ha aggiunto Meloni – che fra l’esecutivo e i manager ci debba essere un rapporto fiduciario, è nello stato delle cose. È accaduto anche nel passaggio dalla giunta Soru a quella Cappellacci, solo che noi del centrodestra , a suo tempo, avevamo presentato una riforma seria, per la verità rimasta a metà, non il pasticcio del Pd». E proprio al Pd, ha detto il consigliere regionale Luigi Crisponi, ha lanciato questa ciambella: «Ritiri la bozza, i direttori generali si dimettono e cominciano, a quel punto, a discutere davvero di sanità e non del valzer delle poltrone». Chissà se il Pd farà l’auspicato passo indietro e vorrebbe lo stesso anche parte della maggioranza. Percentuali possibili? Oggi come oggi, vicine allo zero.
La commissione. Stamattina alle 9.30 scadono i tempi per la presentazione degli emendamenti alla bozza di riforma. La minoranza ha annunciato che non saranno meno di cento, mentre una trentina dovrebbero essere depositata dalla maggioranza. All’ordine del giorno della commissione, c’è la discussione finale e poi il passaggio agli articoli. Ma potrebbe non esserci più la fretta, più volte ribadita dal Pd, delle ultime settimane. Pigliaru è stato chiaro: «Il mese giusto per parlare di sanità non è agosto ma settembre». Il che vuol dire: i manager del centrodestra passeranno bene le ferie, sempre che non siano loro (ma è difficile) a dire per primi: arrivederci e grazie. (ua)
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