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Accordo Regione-Tirrenia, no dei deputati

Accordo Regione-Tirrenia, no dei deputati

La compagnia non ha presentato al Governo il bilancio 2013. Forti critiche da Pd, Forza Italia e M5S

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ROMA. La Tirrenia riesce nel miracolo di mettere d’accordo l’intero arco costituzionale. Centrosinistra, centrodestra, e anche i 5 Stelle. Tutti contro la compagnia di navigazione. Ieri sul rinnovo della convenzione tra la Regione e, appunto, la Tirrenia - accordo che deve essere ancora sottoscritto dal Governo - sono stati ascoltati dalla commissione Trasporti i sottosegretari Giovanni Legnini e Umberto Del Basso De Caro, il primo all’Economia, il secondo alle Infrastrutture. Due audizioni che anziché chiarire gli aspetti più controversi del nuovo accordo con la Regione sembrano aver accentuato i dubbi dei parlamentari sardi. Soprattutto quando Legnini ha raccontato di non conoscere i numeri della compagnia. «Noi abbiamo richiesto la documentazione ma la società non ha potuto produrre i dati, perché non ha ancora approvato il bilancio del 2013. Solo tenendo conto della situazione finanziaria, infatti, si è convenuto di acconsentire all’aggiornamento della convenzione». Parole che hanno scatenato i deputati isolani presenti in Commissione. La prima a partire all’attacco è stata Romina Mura, parlamentare del Pd, che fin da subito aveva mostrato perplessità verso l’accordo. «La Regione, costretta a scegliere tra l’aumento delle tariffe e la difesa del servizio, ha dovuto accettare il taglio ai collegamenti con Cagliari e Arbatax. Il tutto senza avere potuto fare un’analisi puntuale delle scritture contabili e analitiche. Forse sarebbe meglio che la gestione diretta della convenzione passasse nelle mani della Regione, che potrebbe così riorganizzare il servizio di trasporto marittimo in base a quelle che sono le nostre esigenze». Ancora più duro il collega di partito Francesco Sanna, primo firmatario di un’interrogazione targata Pd. «Io credo che tra tagli e acconti richiesti allo Stato Tirrenia dovrebbe come minimo presentare il suo bilancio 2013. Se chiude in attivo viene meno il presupposto per chiedere il rinnovo della convenzione. Un accordo in cui c’è tanto da rivedere e tanto da pretendere. Prima di sottoscrivere l’intesa io ritengo che la compagnia debba fornire l’analisi dei costi rotta per rotta. Solo così saremo in grado di sapere se l’immissione nel mercato ha migliorato i suoi conti o se la società si è adagiata». «Come al solito chi ci piange sono i cittadini – ha aggiunto Nicola Bianchi, del Movimento 5 Stelle –. Io vedo solo tratte tagliate per far guadagnare di più Tirrenia, che continua a ricevere dallo Stato oltre 72 milioni di euro all’anno. Serve uno studio serio». Un appello che fa suo anche Settimo Nizzi, di Forza Italia. «Il ministero ha l’obbligo di verificare la situazione dei sardi. Che siamo italiani come tutti gli altri. Ma oggi non si riesce nè a partire per la Sardegna nè ad arrivarci. Lo Stato deve vigilare su quello succede, non può essere il mercato a dettare le regole e a isolarci ulteriormente. Il Governo non deve sottoscrivere l’accordo». (al.pi.)

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