Colpi bassi fra Pd e Riformatori
Scontro tra Silvio Lai, Michele Cossa e Ugo Cappellacci sui social network
CAGLIARI. Se in Consiglio regionale la trattativa sembra possibile, anche se lo spazio è ancora molto stretto, per le vie più o meno tradizionali (dai comunicati stampa ai tweet) maggioranza e opposizione continuano a picchiare duro sulla sanità. Questa volta l’ultimo scontro è stato a tre: da una parte Silvio Lai, segretario e senatore del Pd, dall’altra i Riformatori, con Michele Cossa, Franco Meloni e Attilio Dedoni, e l’ex governatore Ugo Cappellacci (Forza Italia). È stato Lai a replicare con decisione alla proposta del gruppo referendario di «azzerare con le dimissioni gli incarichi dei direttori generali delle Asl, in cambio di un passo indietro da parte del Pd sulla riorganizzazione della sanità». Lai ha scritto: «I baratti per le poltrone appartengono ad altri non a noi. La riforma va fatta e in tempi stretti per ridurre gli sprechi commessi da chi oggi prende la parola dopo essere stato fra i primi responsabili dello sfascio». Sugli stessi toni, la replica dei Riformatori. Prima con Cossa e Meloni, «Il povero segretario del Pd ormai fa tenerezza quando difende l’indifendibile, a cominciare dall’attaccamento alle poltrone da parte del centrosinistra». Poi con il capogruppo in Consiglio regionale, Dedoni: «Il deficit sanitario che questa Giunta deve affrontare è ben poca cosa se messo a confronto con quella lasciato in eredità al centrodestra dalla coppia Soru-Dirindin». A quel punto Lai è tornato alla carica con un tweet: «La volgarità della loro risposta è un chiaro segno di quanto bruci essere ancora dei mercanti di poltrone». Nella bagarre, poi si è infilato anche Ugo Cappellacci: «Non ci faremo distrarre – scrive in un comunicato – da quel naso (di Lai) che spunta da Palazzo Madama e si allunga a dismisura fino a essere visibile anche in Sardegna, perché nessuno crede alla storiella che questa riforma non abbia come unico obiettivo la sostituzione dei direttori generali delle Aziende sanitarie. Il Pd pensa solo a quello e vuole solo quello». E il segretario regionale del Partito Democratico non si è tirato indietro neanche stavolta e ha ribattuto: «Probabilmente qualche anno fa, era davvero quello l’unico intento di Cappellacci e della sua maggioranza: mandare via tutti i manager nominati dal centrosinistra, visto che alla fine il centrodestra l’annunciata e sbandierata riforma sanitaria se l’è proprio dimenticata». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google