Pil negativo, Renzi: «Possiamo farcela»
Secondo trimestre (-0,2%) peggiore delle previsioni, Bruxelles preoccupata ma Padoan esclude una manovra in autunno
ROMA. La doccia gelata, molto peggiore delle previsioni, è arrivata ieri mattina alle 11 in punto. L’Italia è tecnicamente in recessione economica: nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013. Su base annuale la flessione è pari a -0,3%. L’ultimo dato positivo risale al quarto trimestre del 2013 (+0,1%) dopo dodici trimestri ininterrotti di segni meno iniziati nel terzo trimestre del 2011. Il livello del Pil nel secondo trimestre del 2014 risulta essere il più basso dal secondo trimestre del 2000, ovvero da 14 anni. Tutti e tre i grandi comparti di attività economica, agricoltura, industria e servizi, hanno registrato segni meno ed è andata male anche la domanda estera.
La notizia ha conquistato tutte le prima pagine dei siti web internazionali: «L'Italia torna a sorpresa in recessione, colpo per Matteo Renzi», si leggeva in apertura del sito del Financial Times sottolineando come le nuove cifre «accrescano le pressioni sul giovane premier riformista Matteo Renzi perché approvi un aggressivo piano di riforme, mentre crescono le critiche interne per non averlo ancora fatto».
Il presidente del Consiglio ha affidato la risposta alla lettera ai parlamentari in vista del traguardo dei primi mille giorni di governo. «In queste ore i dati negativi sulla crescita non devono portarci alla solita difesa d’ufficio. Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà: l’Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi. Ma deve cambiare», scrive Matteo Renzi. «L’abbassamento delle tasse per i ceti medio bassi per 10 miliardi di euro annui e la riduzione del 10% dell’Irap sono un passaggio storico per l’Italia, ma non ancora sufficiente», aggiunge il premier che tenta il rilancio: «Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese». Ai ministri chiede di «marcare una differenza rispetto alle liturgie della vecchia politica». Davanti alla recessione, dice in sostanza, non si piange né si cambia strada ma si accelera con più incisività e coraggio nelle scelte.
Al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ieri il compito di rassicurare: «Con la legge di stabilità renderemo permanente il bonus, quindi alle famiglie dico: dovete avere allo stesso tempo fiducia e spendere al meglio le risorse aggiuntive che vi vengono trasmesse.Dietro l’angolo non c’è una manovra. Il governo osserva attentamente l’andamento della finanza pubblica e con un controllo attento delle spese la manovra non c’è».
Ma per mettere in sicurezza il deficit al di sotto del 3% del Pil Padoan dovrà trovare almeno tre miliardi di euro secondo l’Aiaf, l’associazione che riunisce analisti e consulenti finanziari. Il fiato sul collo da Bruxelles è senza tregua: «Il dato del Pil italiano è nettamente peggiore rispetto alle previsioni della Commissione che per il secondo trimestre di quest’anno avevano indicato una crescita dello 0,3%», ha ricordato il portavoce della commissione Simon O’Connor, che ha sottolineato che l’impatto di tale dato sul deficit verrà valutato in occasione delle prossime previsioni di novembre. «Sfortunatamente il dato ha indicato che la ripresa economica italiana è attesa in ulteriore ritardo» e «si attende un impatto negativo sulle finanze pubbliche», ha aggiunto il portavoce del Commissario agli affari economici Jyrki Katainen nel corso di un briefing con la stampa a Bruxelles. Per i sindacati «mille giorni sono troppi. Servono scelte e investimenti, ora», ha tuonato la Cgil, sottolineando che «non sono certo le riforme delle regole a far ripartire il lavoro o l’economia», mentre il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha insistito su un «taglio strutturale e drastico delle tasse sul lavoro». Ai sindacati ha risposto il ministro Guidi: «Siamo di fronte a una situazione di straordinaria gravità ma quello che stiamo facendo va nella direzione giusta».
«Matteo Renzi, e con i gufi come la mettiamo?», scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. «Altro che crescita e ripresa. L’Italia è in piena recessione. Il vero gufo è Renzie», accusa il leader M5S Beppe Grillo.
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