La Nuova Sardegna

Festival dei Tacchi Suoni e racconti

di Claudia Carta

Oggi il libro di Alberto Capitta e il sax di Gavino Murgia

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JERZU. Il viaggio. Quello reale, presunto, sognato e cercato. In lungo e in largo. Viaggio di chi cerca qualcuno, scomparso nel nulla, ma in quel nulla legge visi e volti noti, storie del passato, voci ed esperienze. Intrecci di vita. Partenze e ritorni. Mentre la strada continua, laddove la terra abbraccia il mare e si perde all'orizzonte, dove tutto comincia. Di nuovo. La magia dell’Ogliastra Teatro si racconta ancora, all'ombra delle sue pietre dolomitiche, regalando una serata, quella di oggi, dalle tinte intense, altre volte sfumate e impalpabili, disegnando l’immagine di una terra, della sua gente. E della sua musica. Si parte alle 17, a Osini, nella galleria comunale. Lo scrittore Alberto Capitta, accompagnato da Paola Pilia, darà voce ai suoi “Alberi erranti e naufraghi”: gli Arca, i Nonne e i Branca. Gente di campagna e di città. Dove la campagna è ai margini della città. È un casolare pieno zeppo di animali da curare. Ci pensano Piero e Giuliano Arca, padre e figlio. Soli. In città, invece, vivono i Nonne: Sebastiano, il capofamiglia, una moglie sottomessa e due figli: Michelangelo, orgoglio di casa, militare di carriera e abile cacciatore, ed Emilio, criticato per i suoi piaceri, le letture in solitudine per l’amicizia con Giuliano Arca.

E infine i Branca: una convivenza perfetta quella tra Edoardo, notaio di lungo corso, e sua figlia Maddalena. Ma quando la giovane, venticinque anni, delicata e sensibile si innamora di Michelangelo Nonne, il padre non riesce a darsi pace. D’improvviso Piero Arca scompare, in una fredda giornata di neve segnata dal sangue delle sue tante bestie uccise.

Il figlio Giuliano inizia il suo lungo e allucinato viaggio per ritrovarlo, con gli eventi a prendere una piega imprevedibile e il destino a rimescolare le carte tra le tante anime del romanzo. Una sapienza stilistica, quella di Capitta che unita alla sua straordinaria capacità affabulatoria, rendono il libro avvincente e dinamico. Vincitore lo scorso anno del Premio Brancati per la narrativa, “Alberi erranti naufraghi” si è aggiudicato anche il Premio Letterario Città di Osilo oltre ad essere proclamato, nel dicembre 2013, “Libro dell’anno” dai lettori della trasmissione radiofonica Fahrehneit di RadioRai 3. In serata, alle 21,30, la barca del Festival dei Tacchi fa vela a Jerzu, e getta l’ancora alla Cantina Antichi Poderi. Ad accoglierla, i virtuosismi sinuosi e accattivanti del sassofonista Gavino Murgia che insieme a Cada Die Teatro e al Teatro Dallarmadio di Antonello Murgia e Fabio Marceddu, tesseranno le trame di una serata da titolo evocativo, “Mare mare”: «Mare che ti prende e ti porta via, mare amico, mare da cui giunge il pericolo, mare da disarmare senza mai lasciare, mare che fa star male. Mare madre, mare che accoglie, mare che respinge, mare che circonda, mare da oltrepassare, mare da salutare». Il poliedrico musicista nuorese, protagonista dei principali jazz festival italiani, europei ed extraeuropei, cresciuto alla scuola di Paolo Fresu, strapperà ancora una volta il suo pubblico dalle sedie, per condurlo su un mare di suoni e parole, in una notte da attraversare. Perché il sogno continui. Perché il viaggio sia un’eterna partenza.

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