Diviso a metà il bonus di 320 milioni
È la maggior capacità di spesa ottenuta dal Governo con l’intesa di luglio sul Patto di stabilità 2014. Soddisfatti i sindaci
CAGLIARI. Settimane passate a punzecchiarsi, Regione e Comuni che si guardavano di traverso: c’era aria di crisi istituzionale. Poi, dopo l’affollata assemblea dei sindaci ad Abbasanta, in ventiquattr’ore il clima è cambiato e l’accordo è stato trovato. I 320 milioni in arrivo dal Governo, sono quelli oltre il Patto di stabilità 2014, Regioni e Comuni se li divideranno a metà, 160 a testa. La trattativa non è stata semplice, levigare gli spigoli neanche, hanno confessato da una parte e dall’altra, ma alla fine c’è stata la stretta di mano a tre: Francesco Pigliaru, governatore, Piersandro Scano e Giuseppe Casti, i presidenti dell’Associazione dei Comuni e del Consiglio delle autonomie locali. Sotto lo sguardo vigile dell’assessore al Bilancio Raffaele Paci, è stato lui a trattare sui milioni, e la mediazione a distanza dell’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu, che poche ore prima aveva stanziato altri 100 milioni per restituire liquidità ai Comuni ormai agli sgoccioli e neanche sicuri di arrivare alla fine dell’anno.
L’accordo. È in tre punti, con un equilibrio perfetto – almeno così pare – fra le rivendicazioni dei Comuni e le controproposte della Regione. I primi 70 milioni sono virtuali, nel senso che sarà proprio la Regione a cedere alle amministrazioni locali parte della sua capacità di spesa ottenuta in più dal Governo il 21 luglio, con l’accordo proprio sul Patto e il bilancio di pareggio nel 2015. Per essere ancora più chiari, i Comuni potranno prelevare dalla Tesoreria centrale fino a un massimo di 70 milioni: erano già soldi loro, ma non potevano spenderli perché vincolati dal vecchio Patto. Ora usciranno dalla strettoia, perché di fatto sarà la Regione a rinunciare a una parte della maggiore capacità di spesa che l’è stata concessa dal Governo. Il trasferimento di soldi reale, 90 milioni, è diviso invece in due tranche. La prima avverrà attraverso un’erogazione straordinaria e immediata di 30 milioni del Fondo unico (sono i trasferimenti dalla Regione ai Comuni), dopo i 300 milioni già trasferiti quest’anno. La seconda tranche è un anticipo, sono 60 milioni, dei crediti che gli enti locali vantano nei confronti dell’amministrazione, dopo aver anticipato il pagamento degli investimenti per diverse opere pubbliche. A settembre, con la manovra finanziaria di assestamento prevista dall’assessore Paci, sarà incrementato di 35 milioni il Fondo unico in risposta ai sindaci che avevano denunciato: «I 55 milioni di accise, fino al 2013 pagate a parte, quest’anno sono state incorporate nel monte unico dei trasferimenti e quindi nei fatti erano un taglio». A settembre i Comuni recupereranno anche una buona parte di quei milioni. Infine, l’accordo prevede «un’azione congiunta nei confronti del Governo perché il controllo sulla finanza locale, ora dello Stato, diventi una competenza esclusiva della Regione».
I commenti. Tutti soddisfatti. Prima di firmare l’intesa, il governatore Pigliaru ha detto: «In tempi difficili come questi l’istinto primordiale sarebbe stato quello di giocare a scaricabarile e dare tutte le colpe al Governo. Invece, ci siamo messi intorno a un tavolo e alla fine 160 milioni reali arriveranno ai Comuni e quindi ai cittadini». Poi Piersandro Scano dell’Anci: «Il confronto è stato difficile, non abbiamo risolto tutti i problemi dei Comuni, ma abbiamo trovato un’intesa fondamentale fra due pilastri istituzionali, la Regione e i Comuni». Per Giuseppe Casti del Cal, sono stati evitati due pericoli: «Il primo un taglio dei servizi essenziali territoriali, l’altro che molte amministrazioni per far fronte all’emergenza sforassero il Patto quest’anno con pesanti sanzioni nel 2015. Bene, siamo riusciti a non finire in trappola».
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