Scuola, assunti 637 insegnanti. Cisl e Gilda: «Sono pochi»
Le immissioni in ruolo coprono solo il 67% dei posti liberi. Il maggior numero di assegnazioni al Sassarese e alla Gallura
SASSARI. C’è delusione nel mondo della scuola. I precari avevano riposto molta fiducia nella legge Carrozza, speravano che finalmente la loro instabilità lavorativa fosse arrivata al capolinea. Invece, quella speranza è diventata realtà solo per alcuni di loro. Gli altri dovranno aspettare il prossimo giro. «I precari della scuola patiscono l’ennesima delusione – è il giudizio di Cisl Scuola Sardegna –. Per la nostra isola le assunzioni in ruolo del personale sono solo una risposta parziale alle esigenze del nostro settore». Per il sindacato i numeri «coprono a malapena il 50 per cento dei posti vacanti del personale Ata e solo il 67 per cento dei posti liberi dei docenti».
Le immissioni in ruolo saranno disposte a breve dagli uffici scolastici e riguardo ai docenti saranno effettuate con l’assunzione del 50 per cento dalle graduatorie dei concorsi e per il restante 50 da quelle provinciali a esaurimento. Il personale Ata, invece, sarà assunto al 100 per cento dalle graduatorie provinciali.
In Sardegna accederanno ai ruoli del personale docente, tenendo conto di tutte le province e di tutti gli ordini di scuola, 637 insegnanti, di cui 236 su posti di sostegno per alunni disabili. La provincia di Sassari, che comprende anche la Gallura, è quella che ha ottenuto i numeri più elevati sia sui posti normali (146) che su quelli di sostegno (86). Al secondo posto Cagliari con 133 normali e 52 di sostegno. Seguono Nuoro, a quota 56 e 75, e Oristano con 39 e 50. Fra i docenti la categoria più penalizzata è quella degli educatori, che si è vista assegnare poche unità in ogni provincia. Zero a Nuoro.
«Non è questa la risposta che attendevamo per essere messi nella condizione di reagire all’emergenza della dispersione e dell’abbandono scolastico», attacca ancora la Cisl. Che non è l’unico sindacato a essere rimasto deluso. «Quando ci sono assunzioni bisogna essere felici, soprattutto in un momento difficile come questo, ma non possiamo dirci soddisfatti – afferma la nuorese Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda –. Ancora una volta gli insegnanti hanno subito uno scippo. La legge Carrozza diceva che sarebbero state avviate le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, oltre quelli per coprire il turn over. Ma alla fine il ministero dell’Istruzione si è visto respinte le sue richieste da quello dell’Economia».
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