La Nuova Sardegna

Tragedia a Sorso, Mario è stato ucciso da un disturbo cardiaco

di Nadia Cossu
Tragedia a Sorso, Mario è stato ucciso da un disturbo cardiaco

Aperta e subito chiusa l’indagine sul 17enne morto al rientro dalla festa in spiaggia: gli esami escludono l’uso di droga o alcol

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INVIATA A SORSO. Non c’era alcuna traccia di droga nel suo sangue, non c’era neppure eccesso di alcol. Mario Oggiano, giovedì notte, si è semplicemente divertito a guardare gli sfidanti dell’ultima serata dei “Giochi estivi” in spiaggia, nella marina di Sorso, bevendo una birra e mangiando un panino. Insieme agli amici di sempre.

Lo ha fatto con la spensieratezza di un diciassettenne perbene, uno studente intelligente, appassionato di informatica e con una marea di sogni: lavorare per la Apple per esempio, la famosa azienda statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali in genere.

Ma al rientro da quella serata, Mario si è sentito male. Non gli capitava mai, nonostante quella patologia cardiaca che aveva scoperto di avere qualche anno fa quando il suo cuore aveva cominciato a dare piccoli segni di sofferenza. Aritmie sporadiche che non gli impedivano comunque di condurre una vita normale.

Giovedì notte era ospite a casa di Marco, uno dei suoi più cari amici, nel villaggio Eden Beach, vicino al mare. Sono tornati nella villetta verso le 2.30 di notte insieme ad altri tre coetanei, si sono seduti nel terrazzo, hanno continuato a chiacchierare, a ridere. Ma Mario non stava bene e ha vomitato un paio di volte. Nessuno, lui compreso, si è allarmato. Poteva essere un malore dovuto al panino mangiato poco prima, o al freddo. E infatti col passare dei minuti sembrava tutto sotto controllo, il giovane apparentemente stava meglio. Ma verso le cinque quel malessere è tornato e Mario lo ha detto al suo amico: «Vado in bagno, ho di nuovo voglia di rimettere».

Marco lo ha aspettato, poi quando si è reso conto che era già passato un po’ di tempo, è entrato in bagno e lo ha trovato privo di sensi, seduto e con la testa piegata in avanti. Erano circa le 5.30 e Mario non respirava già più. L’amico, spaventato ma sempre lucido, ha chiamato subito i soccorsi. L’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti nella casa di Eden Beach, il personale del 118 ha provato a rianimare il ragazzo per oltre un’ora. Ma il cuore di Mario in realtà si era arreso da un pezzo. Per lui non c’era più nulla da fare.

Se n’è andato così questo ragazzo amato da tutti, un bravo studente del Tecnico industriale Angioy di Sassari, un giovane che nella copertina della sua pagina Facebook aveva pubblicato la foto di Mysteryland, famoso dance festival che si tiene ad Amsterdam. Un’immagine accompagnata da una frase che oggi fa riflettere: «Yesterday is history, today is a gift, tomorrow is a mystery» (Ieri è storia, oggi è un dono, domani è un mistero). Un pensiero che aveva condiviso pubblicamente perché forse racchiudeva l’essenza della sua vita. Soprattutto dopo quello che era successo a suo fratello nel 2005.

Giorgio Oggiano, il maggiore tra i due, è morto dopo una assurda e banale caduta dal motorino. Aveva battuto la testa contro il cordolo del marciapiede, i soccorritori avevano cercato inutilmente di rianimarlo, davanti agli occhi disperati della madre Daniela, piegata su se stessa, quasi a voler difendere il suo dolore. Impotente, a pochi metri da quel figlio che ancora non aveva compiuto 15 anni.

Ieri alle cinque del mattino i carabinieri di Sorso, al comando del maresciallo Alessandro Masala, sono andati nella casa di Eden Beach, hanno sentito gli amici di Mario e hanno avvisato il magistrato di turno Mario Leo. In un primo momento era stata disposta l’autopsia per oggi ma in seguito il medico legale Francesco Serra ha considerato esaustivi i risultati dell’esame tossicologico e gli accertamenti esterni sul cadavere. Quella patologia cardiaca di cui il ragazzo soffriva ha poi chiuso il cerchio.

Il corpo è stato restituito in serata ai familiari e oggi alle 16.15 saranno celebrati i funerali nella parrocchia di San Pantaleo a Sorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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