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michele carrus (cgil)

«Bene il Patto di stabilità, ora un piano di sviluppo»

CAGLIARI. Michele Carrus (nella foto) è il segretario generale della Cgil in Sardegna. Le relazioni. Con il presidente Pigliaru c'è stato un importante chiarimento che ha confermato la disponibilità...

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CAGLIARI. Michele Carrus (nella foto) è il segretario generale della Cgil in Sardegna.

Le relazioni. Con il presidente Pigliaru c'è stato un importante chiarimento che ha confermato la disponibilità al confronto per portare avanti le riforme necessarie (da sempre a marciare bene sono quelle condivise) e costruire un piano strategico per il rilancio dell'occupazione. La creazione di lavoro deve rappresentare il tema principale dell'azione di governo. Perciò chiediamo che proprio sul lavoro sia la Presidenza ad assumere il ruolo di coordinamento che le appartiene, anche con una struttura di missione.

L’intesa. Abbiamo apprezzato quella con il Governo sul Patto di stabilità. Ora dall’assessorato al Bilancio ci aspettiamo un piano strategico di sviluppo pluriennale che coordini le risorse regionali, nazionali e comunitarie.

Burocrazia. La riforma della macchina regionale è stata avviata nella giusta direzione.

Enti locali. La riforma, resa più urgente dai referendum, richiede tempi celeri e una condivisione ampia, sia per non dover subire decisioni esterne sia per ridefinire la specialità e le prerogative della nostra autonomia.

Ppr. È stato giusto cancellare quello della scorsa legislatura. Ora aspettiamo il suo aggiornamento e una nuova normativa urbanistica che faccia leva sulla qualità ambientale anche per dare un nuovo impulso al comparto delle costruzioni.

Ambiente. Il riordino dell'Ente Foreste soddisfa una richiesta del sindacato, che da tempo denuncia la cattiva gestione di un ente indispensabile per la difesa del territorio e per le opportunità di sviluppo integrato con il turismo e il primario.

Turismo. Non è ancora chiara la strategia generale e aspettiamo un confronto per costruire un modello turistico che copra tutte le stagioni e sappia guardare alle aree interne, puntando al rilancio dei prodotti locali, alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali caratteristici della nostra isola.

Agricoltura. Lo sviluppo passa anzitutto dalla valorizzazione e qualificazione delle produzioni e delle filiere locali. È indispensabile un buon uso dei fondi europei, la cui spesa finora è stata in assoluto la più lenta e lacunosa.

Infrastrutture. Abbiamo apprezzato che le risorse inutilizzate siano state indirizzate verso opere cantierabili e crediamo utilissimo anche lo snellimento delle procedure per l'affidamento dei lavori.

Edilizia. Ha conosciuto una caduta verticale anche per il blocco degli investimenti pubblici, a cui ora va affidata una parte fondamentale per superare l'annoso gap infrastrutturale.

Industria. L'assessorato è assillato da emergenze che richiederebbero uffici meglio organizzati. Vorremmo poter discutere di rilancio e del Piano energetico, un nodo cruciale, che deve essere proposto al confronto, soprattutto sulle scelte strategiche.

Lavoro. È urgente un piano per il lavoro serio e valido, fondato sulle politiche attive per l'occupazione cui devono essere indirizzate anche tutte le tipologie d'intervento difensivo. Per questo serve, subito una riforma strutturale della formazione professionale e quella dei servizi per l'impiego.

Pubblica istruzione. Attendiamo di veder realizzata la riforma annunciata. Anzitutto ridiscutendo con lo Stato le condizioni particolari della nostra rete scolastica.

Sanità. Vorremmo misurarci sui nuovi atti di programmazione Ora la spesa è enorme a fronte di servizi insufficienti per qualità e quantità: è questa la sfida a cui è chiamato l'assessore, al quale chiediamo di promuovere una riforma capace di superare i limiti dei progetti maturati in Consiglio regionale.

Trasporti. Attendiamo il piano regionale dentro il quale riorganizzare i servizi locali, da migliorare su ferro e su gomma, e verso l'esterno, con una nuova continuità territoriale aerea e marittima.

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