I Riformatori sbarcano nella penisola
Dopo 15 anni il gruppo dei referendari sardi fa proseliti nel resto d’Italia: già iscritti 5 parlamentari
CAGLIARI. Missione nazionale per i Riformatori, che dopo quindici anni di politica in Sardegna hanno deciso di esportare idee e progetti sulla terra ferma. Sul logo il passaggio è stato semplice con l’aggiunta di italiani allo storico Riformatori sardi. Subito decisa la data di presentazione del manifesto del nuovo movimento: il 4 ottobre, a Roma.
L’inizio della campagna nazionale ha avuto riscontri subito positivi. Hanno aderito amministratori locali in tutte le regioni, in cui sono stati costituiti dodici circoli, ma soprattutto ai Riformatori italiani si sono iscritti cinque parlamentari. A Pierpaolo Vargiu, eletto in Sardegna con Scelta civica, presidente della commissione Salute della Camera e già capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale, si sono aggiunti Andrea Causin, leader nel Veneto di un movimento civico, i parlamentari Andrea Causin, Stefano Dambruoso (lombardo, magistrato e che si è occupato di antiterrorismo), Salvatore Matarrese (pugliese, ex vicepresidente dell'Associazione nazionale costruttori) e Paolo Vitelli (imprenditore piemontese, titolare dell'azienda nautica Azimut-Benetti).
Perché lo sbarco in Italia? «Contro la tendenza che vede i partiti nazionali allargarsi sul territorio, noi partiamo invece dalla Sardegna per esportare il progetto di un nuovo polo liberal-democratico alternativo alla sinistra», ha detto il coordinatore e consigliere regionale Michele Cossa. Per i Riformatori italiani l’obiettivo è molto chiaro: «Vogliamo essere un’alternativa al centrosinistra e abbiamo come basi gli stessi elementi di modernizzazione e voglia di cambiamento su cui ha puntato Renzi», ha detto il deputato Pierpaolo Vargiu. Alternativa al centrosinistra, ma anche a Forza Italia: «Non possiamo certo pensare che l’alternativa sia rappresentata da un dinosauro che non recepisce la necessità di modernità e cambiamento della nostra società», ha aggiunto il presidente della commissione Salute. Il primo passo della neonata associazione è stato il sito internet, www.riformatori.eu, già on line, che si propone come «collettore dei circoli sul territorio».
Però i Riformatori italiani non baseremo tutto sul web, «che pure è un importante strumento democratico», ha aggiunto Vargiu. Continueranno a «cercare il dialogo e il confronto diretto su tutto il territorio nazionale», così «come da quindici anni facciamo in Sardegna». Al momento il movimento non pensa alla costituzione di un gruppo parlamentare: «Ci piace fare piccoli passi – ha concluso Vargiu – Ora ci concentriamo sulla campagna di adesioni e sull’evento di ottobre che darà il via al progetto». (ua)
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