Crociere, crescita inarrestabile in aumento i vacanzieri nell’isola
CAGLIARI. La rotta delle crociere verso Cagliari passa da Atlantide, l'isola platonica dove l'uomo viveva in armonia con il cosmo e con gli dei prima che a Poseidone saltassero i nervi. Lo scorso...
CAGLIARI. La rotta delle crociere verso Cagliari passa da Atlantide, l'isola platonica dove l'uomo viveva in armonia con il cosmo e con gli dei prima che a Poseidone saltassero i nervi. Lo scorso marzo, al Cruise Shipping di Miami, la più importante fiera internazionale del settore crocieristico, riservata agli operatori con 10mila professionisti del settore e 900 espositori, lo spot per pubblicizzare il capoluogo sardo è stato un video documentario realizzato dal giornalista reporter americano Ralph Grizzle sull'affascinate ipotesi che la Sardegna e la misteriosa isola di Atlantide siano la stessa terra. «Nel mercato delle vacanze siamo entrati nell'era del marketing 3.0, quello che vende emozioni, fantasie, sogni. Cagliari e la Sardegna possono regalare, oltre alle bellezze del mare e del paesaggio la suggestione di Barumini, patrimonio dell'Unesco, dove, a Casa Zapata, i portatori di handicap possono visitare i nuraghi sospesi su passerelle di cristallo, il canto a tenore, tutelato come bene dell'umanità, i segni delle civiltà che l'hanno attraversata e la collocano tra il mito e la storia». Anna Rita Secchi, responsabile marketing di Cagliari Cruise Port srl, la società che, con l'Autorità Portuale di Cagliari, promuove il traffico crocieristico nel Porto di Cagliari, parla delle strategie per fare del capoluogo e del Sud Sardegna una meta per i crocieristi, oltre il mare limpido e la sabbia dorata. Costituita nella primavera del 2012, Cagliari Cruise Port, vede al suo interno alcuni tra i principali players mondiali del settore: Royal Caribbean, Venezia Terminal Passeggeri e Aloschi & Bassani. Obiettivo principale della società, che si è aggiudicata la gara per la gestione del Terminal Crociere nel porto di Cagliari, è il potenziamento del traffico passeggeri. Un compito non facile, in un mercato mobile come le sabbie di alcuni porti del Mediterraneo, influenzato da guerre, rivolte, politiche fiscali e finanziarie che ne determinano il corso, spesso stravolgendolo, nonostante le pianificazioni biennali, delle compagnie, mentre lo scalo sardo è in attesa che venga portato a compimento il progetto di home port. Difficile competere con mete come Malta, stato sovrano che può permettersi accordi diretti con i grandi brand internazionali sulle accise dei carburanti e rendere appetibile lo scalo anche solo per il rifornimento delle navi. Un risultato record per Cagliari è stato registrato nel 2013, con un aumento del traffico crocieristico nel porto dell'81%. Un dato influenzato dalle primavere arabe e dalla chiusura degli scali nel Nord Africa. Previsioni, invece, di un calo di navi per tutto il 2014, dovuto, in gran parte, alla decisione di Costa Crociere, leader con 49.092 passeggeri e 25 "toccate", il 26,60%, nel 2013, di non fare tappa nel porto sardo, per quest'anno. Una presenza che riprenderà nel 2015.
«Premettendo che non abbiamo alcun merito per il successo del 2013 e alcun demerito per la contrazione delle presenze nel 2014, la soglia di sicurezza affinché il porto di Cagliari sia economicamente sostenibile è di 90 navi l'anno e 120mila passeggeri. Se i numeri del 2013 diventassero stabili, saremmo tranquilli». Antonio Di Monte, amministratore delegato di Cagliari Cruise Port, parla dei punti di forza e dei limiti da superare per affermare definitivamente il porto cagliaritano nel panorama degli itinerari delle crociere nel Mediterraneo, puntando alla qualità e a un target di viaggiatori più alto. «Cagliari – afferma – ha una grande opportunità: è davvero in grado di destagionalizzare le crociere. I picchi si sono registrati, lo scorso anno, in aprile e ottobre. Significa che dobbiamo rivolgerci a un pubblico maggiormente interessato agli aspetti monumentali, culturali e della tradizione che alla bellezza delle spiagge e del mare. Il porto di Cagliari viene scelto solo in parte dalla qualità dei servizi che offre. Il terminalista può essere il migliore del mondo ma che fa la differenza sono le escursioni che la compagnia può organizzare per i propri ospiti. Dovremo fare promozioni per attrarre a Cagliari navi più piccole ma con passeggeri con una maggiore capacità di spesa. Puntare su brand come Silver Sea, Hapag Lloyd e altri di questo genere». La nave con migliaia di pensionati aiuta, porta visitatori in città ma spende poco denaro, quella più piccola, con viaggiatori di target socio-economico più alto, invece, lascia un segno del proprio passaggio più interessante dal punto di vista economico. La frontiera più importante da valicare è quella che riesce a tenere insieme la crociera con la vacanza. «Abbiamo già avuto esperienze positive con i turisti russi che alla crociera hanno aggiunto un soggiorno nell'isola. Occorre aumentare le proposte di pacchetti che prevedono la navigazione e la permanenza a terra. I risultati si vedranno soprattutto dall'opera che ora stiamo portando avanti, con il marketing e la fidelizzazione degli armatori. Sono loro l'obiettivo importante. Il feedback dei turisti su Cagliari è sempre stato entusiasta. Devono entusiasmarsi anche le compagnie».
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