Le anime gemelle, gli incontri casuali e il duro destino dell’amore
Il New York Times rivela perché le coppie che si sono scelte dopo una serie di tentativi sono le più durature
LOLLA SPANO. La scienza dell'amore: le anime gemelle sono destinate a lasciarsi Ogni volta che leggo qualcosa tipo "numerosi studi fatti nell'Università del Minnesota/Massachusetts/cittadina settentrionale statunitense a caso", realizzati sugli argomenti più disparati e meno scientifici di un discorso di Flavia Vento, storco il naso. Ma stavolta, da un articolo del New York Times dal titolo "Here's The Thing That 'Lasting Love' Is Really About" (non letteralmente "Ecco ciò che è realmente amore duraturo") che riportava alcune analisi fatte sui sentimenti, è emerso qualcosa di realmente interessante che mi ha spinta a riflettere sulle relazioni. Da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology, e poi reso noto dal New York Times, pare che le relazioni sentimentali durature si possano dividere in due grossi gruppi (un po' generico, ma tant'è): il primo gruppo è costituito dalle cosiddette "anime gemelle", un po' come Joey Potter e Dawson Leery, che sono destinate a incontrarsi e a stare assieme. Il secondo gruppo è costituito da persone che, più realisticamente, si sono scelte fra le tante opzioni che la vita ha messo loro davanti. Il secondo gruppo di coppie ha letteralmente deciso grazie all'esperienza, dopo una serie si scarti e magari in modo meno romantico, senza "My Heart will go on" di Céline Dion in sottofondo, quale fosse il miglior compagno di viaggio, o meglio "compagno di vita", da legare a sé con determinazione.
Indubbiamente questo è lo studio sui sentimenti meno romantico mai effettuato, ma la cosa interessante sembra proprio che le cosiddette anime gemelle, i predestinati, come la biondina popolare del liceo e il capitano della squadra di rugby, abbiano molte più difficoltà a portare avanti una storia felice e duratura rispetto al secondo gruppo di innamorati. E questo perché, in parole povere, non hanno faticato nello scegliersi, nel trovarsi, la loro unione è stata talmente facile, come un ingranaggio perfetto, che una volta messi di fronte alla tempesta, non riescono a spiegare le vele per tornare in porto. Non hanno gli strumenti adatti per svegliarsi dal torpore dell'innamoramento perfetto, per scendere in fretta dalla loro nuvola rosa e rimboccarsi le maniche, per accorgersi che, fra una colazione a letto e l'altra, sono fallibili anche loro. Il secondo gruppo di amanti invece, più disincantati e più consapevoli, quelli che si sono scelti in modo forse più lucido, ma pur sempre mosso dall'ardente sentimento, sembrano essere ben equipaggiati di fronte a una crisi, riuscendo ad affrontarla con maggiore consapevolezza e meno drammi.
Insomma, ancora una volta la scienza è a favore dell'esperienza, "vincono" le coppie che vivono la loro relazione come un viaggio: ricco di imprevisti, di treni persi, di bagagli perduti e di foto venute male. In fondo, sono i viaggi migliori.
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