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le retrospettive del festival

“Banditi a Orgosolo” Restaurato il film di De Seta

dall’inviato
“Banditi a Orgosolo” Restaurato il film di De Seta

LOCARNO. Prestare grande attenzione al cinema più autoriale, alla sperimentazione, ai giovani registi, non vuol dire allontanarsi dal pubblico. Il festival di Locarno è prima di tutto una festa per...

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LOCARNO. Prestare grande attenzione al cinema più autoriale, alla sperimentazione, ai giovani registi, non vuol dire allontanarsi dal pubblico. Il festival di Locarno è prima di tutto una festa per gli spettatori, per chi ama la settima arte. Il programma messo in piedi dagli organizzatori offre una tale quantità e varietà di titoli che per gli appassionati diventa felicemente difficile orientarsi nella scelta delle visioni.

Sfogliando le quattrocento pagine del ricchissimo catalogo può così capitare di leggere, di scoprire, che tra i tantissimi titoli che formano il cartellone completo c'è anche un film non di un autore sardo, ma profondamente legato all'isola. Il film che prima di tutti gli altri viene in mente quando si pensa al cinema e alla Sardegna: “Banditi a Orgosolo”. Il capolavoro di Vittorio De Seta è infatti tra i titoli inseriti in una grande retrospettiva sulla Titanus, la famosa casa di produzione italiana. Giovedì la proiezione della pellicola – nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna – che si concentra sulla storia del pastore Michele. Realizzata nel 1961 è la prima opera di finzione di De Seta che non rinuncia però al suo incisivo sguardo antropologico, da grande documentarista, che caratterizza tutto il suo cinema.

La selezione della retrospettiva riguarda soprattutto il periodo d'oro della Titanus che corrisponde anche alla grande stagione del cinema italiano, tra il 1945 e il 1965. Insieme a “Banditi a Orgosolo” , come si è detto del ’61, ne fanno parte film come “Il bidone” di Federico Fellini, del ’55. “La ragazza con la valigia” girato da Valerio Zurlini nel 1961 e la “La ciociara” di Vittorio De Sica del ’60 con un Oscar a Sofia Loren e un Golden Globe nel 1962. Per fare solo alcuni titoli di una retrospettiva davvero imponente che racconta la storica fabbrica di sogni italiana. La presenza del film De Seta dimostra ancora una volta l'importanza nella storia del cinema del suo film ambientato in Sardegna.

(f.c)

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