Equitalia dovrebbe recuperare 8,1 miliardi
In teoria ogni contribuente avrebbe cumulato debiti per 7.131 euro, ma tanti crediti sono inesigibili
SASSARI. Equitalia dovrebbe recuperare 8,1 miliardi in Sardegna, 475 in tutta l’Italia. L’ultimo a parlare di questa montagna di denaro rappresentata dai debiti privati accumulati da ogni cittadino (7.131 euro in media nel caso di ciascun sardo) è stato il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti. Ma tantissimi crediti - più di un quarto del totale - sono “incagliati”, come dicono i bancari. Non potranno cioè venire riscossi: perché nel frattempo i debitori sono diventati nullatenenti, hanno fatto fallimento personalmente oppure sono fallite le società delle quali erano azionisti, non posseggono beni pignorabili o un patrimonio da mettere all’asta. La gran parte dei debiti rilevati riguarda il mancato o parziale versamento di tasse, interessi e sanzioni come le multe.
A ogni modo, la quantità di soldi dovuti è impressionante: tanto che qualcuno l’ha complessivamente equiparata a un quinto del debito pubblico italiano. Anche da questo punto di vista, centrando la questione a livello territoriale, le più recenti statistiche fotografano in maniera impietosa l’emergenza assoluta toccata dalla Sardegna. Nelle medie prese in considerazione su scala nazionale il debito teorico accumulato da ciascun contribuente che vive nell’isola è superiore a quello di chi risiede in regioni come Friuli, Trentino, Basilicata. Ma, per quanto a prima vista possa sembrare quasi impossibile, rappresenta una posizione migliore rispetto all’indebitamento degli abitanti di aree differenti.Per esempio, il Lazio (dove è pari a tre volte tanto), la Campania e la Lombardia (il doppio), l’Emilia Romagna e la Liguria. Nelle statistiche non figura la Sicilia perché lì Equitalia non opera.
I dati - secondo quanto ha comunicato nei giorni scorsi Zanetti alla Camera - sono aggiornati al giugno scorso. Alla stessa data, come comunica Equitalia, in Sardegna erano in atto oltre 95mila rateazioni per un totale di quasi un miliardo di euro in pagamento da parte di privati. Nei primi mesi dell’anno l’isola aveva risposto in maniera massiccia alla mini-sanatoria lanciata dalla società di riscossione. Nonostante questo le proteste e le pubbliche denunce per inadempienze lamentate dai singoli contribuenti circa le loro posizioni individuali non sono mancate. (pgp)
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