L’alcol blocca il cervello e fa perdere la memoria
La ricerca porta la firma di un team guidato dal farmacologo Marco Diana Lo studio italiano è stato pubblicato da una rivista scientifica americana
SASSARI. L’alcolismo fa male anche alla memoria. Bere in maniera smisurata porta a non ricordare nulla e a non reagire a nessuna sollecitazione. L'astinenza da alcol, negli etilisti, infatti, blocca il cervello, rallentando le sue funzioni fondamentali, come memoria e apprendimento. Il meccanismo, che agisce come una sorta di reset emotivo, favorisce così la continua assunzione di alcol. A scoprirlo è stato un team italiano coordinato da Marco Diana, farmacologo dell'università di Sassari. Il lavoro, lungo tre anni, è stato ora pubblicato dalla prestigiosa rivista americana Pnas. «Gli uomini ricevono e rispondono agli stimoli ambientali durante tutta la loro esistenza – spiega Diana –. Questa monumentale quantità di informazioni viene immagazzinata nel sistema nervoso centrale e assicura la plasticità comportamentale dell'organismo. Per mantenere un cervello altamente flessibile non è essenziale solo generare nuove memorie, ma anche dimenticare per adattarsi all’ambiente costantemente mutevole che ci circonda». Un comportamento che, però, non si riscontra nel cervello dell'alcolista. Le modalità con cui questo processo avviene sono state scoperte da un team coordinato da Diana, del Laboratorio di neuroscienze cognitive "G. Minardi" del dipartimento di Chimica e farmacia dell'ateneo sassarese, in collaborazione con i docenti Saturnino Spiga ed Enrico Sanna del dipartimento di Scienze della vita e dell'ambiente dell'università di Cagliari e Carla Cannizzaro dell'università di Palermo. «Quel comportamento virtuoso – dice ancora il farmacologo – non si riscontra nel cervello dell'alcolista in astinenza a causa della mancanza di dopamina, che provoca una drastica riduzione di spine dendritiche nei neuroni spinosi del Nucleo Accumbens, area fondamentale per l’integrazione delle emozioni. In pratica, le cellule di questa area del cervello perdono capacità di apprendere e non hanno nessuna reazione». La ricerca è iniziata tre anni fa e ha coinvolto le università di Sassari, Cagliari e Palermo. «È stata un lavoro articolato e complesso reso possibile da un brevetto in ambito neurologico realizzato con l'università di Cagliari. Abbiamo combinato dati di tipo farmacologico, anatomico ed elettrofisiologico. Tutto questo, con metodologie ultra aggiornate, ha permesso di comprendere e documentare come l'alcolista in astinenza perda capacità di apprendimento cellulare. Il che contribuisce al suo comportamento aberrante. L’alcolista diventa violento e non risponde alle sollecitazioni di nessuno». Il lavoro di ricerca ha ora ottenuto un riconoscimento internazionale: la pubblicazione dalla rivista Pnas. «Una grande soddisfazione – conclude Diana –. Noi abbiamo presentato la ricerca che poi è stata valutata da esperti indipendenti e anonimi. Hanno fatto un sacco di domande, hanno voluto sapere tutto. Ma poi un mese fa ci è stata comunicata la lieta novella della pubblicazione».
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