La Nuova Sardegna

“Perfidia” a Locarno: sognare non è vietato

di Fabio Canessa
“Perfidia” a Locarno: sognare non è vietato

Finite le proiezioni si aspetta il verdetto della giuria

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INVIATO A LOCARNO. La matematica dice 5,8 per cento. I sogni molto di più. La scaramanzia che è meglio stare zitti. Sabato si conclude il Festival di Locarno e arrivati a metà manifestazione comincia come sempre il toto vincitori, in particolare per il concorso internazionale dove sono diciassette i film a giocarsi il Pardo d'oro. Intanto la spedizione di “Perfidia” nella città svizzera si conclude sostanzialmente oggi con la terza proiezione pubblica dopo l'anteprima mondiale domenica pomeriggio e la replica ieri notte.

Il sogno è ovviamente tornare a Locarno nel fine settimana per la cerimonia di premiazione. Al di là di questo resta per Bonifacio Angius e il suo cast tecnico e artistico una grande soddisfazione essere stati selezionati per un festival di grande storia e importanza e di aver fatto, la sensazione è quella, una buona figura.

A partire, prima ancora del giudizio sul film, dal punto di vista umano. La simpatia di Mario Olivieri, il volto di Stefano Deffenu non sono passati inosservati nel confronto con i giornalisti e il pubblico. E Angius è riuscito a trasformare la normale tensione, l'emozione, l'ansia che lo accompagna per sua stessa ammissione, in modo positivo. Preciso, efficace, spontaneo e non banale nelle sue risposte in conferenza stampa e nel forum con gli spettatori.

Il film, com'era prevedibile, sembra aver diviso. Polarizzato i giudizi: molto amato o mal sopportato. «Lo sapevamo - sottolinea il produttore Francesco Paolo Montini (Movie Factory) - “Perfidia” è un film non facile, non conciliante, coraggioso, atipico nel nostro panorama e quindi rischioso. Quando Bonifacio mi ha portato la sceneggiatura mi sono innamorato del progetto, pur sapendo che per un produttore rischia di essere il classico progetto suicida. Non mi importava, perché la storia meritava di essere raccontata. Non è stato facile, ho bussato a tante porte che non si sono aperte. Senza il sostegno della Regione e della Sardegna Film Commission non ci saremmo mai riusciti». Sostegno che continua (presenti ovviamente Locarno il presidente Antonello Grimaldi e la direttrice Nevina Satta) e diventa forse ancora più imporante ora che il film deve aprirsi al pubblico. Prima il passaggio in altri festival, a cominciare da quello di Montreal tra pochi giorni, poi la grande sfida della distribuzione, principale problema di certo cinema italiano. Locarno è storicamente terreno fertile per condividere esperienze, per incontri importanti tra chi fa cinema. Chissà che già qua in Svizzera non si possa muovere il primo passo in questo senso. Intanto Bonifacio Angius ha cominciato a farsi conoscere, con il suo film e con tutto quello che gira intorno a una manifestazione di questo livello. Anche le feste che chiudono le nottate.

Domenica una di queste è stata organizzata in onore di “Perfidia” e più in generale di tutto il cinema italiano (rappresentato in concorso proprio dal film sardo).

Una prima investitura il regista sassarese l'ha ricevuta da Dario Argento, ospite speciale della serata e uno dei protagonisti di questa edizione del festival, che ha stretto in un sentito, augurale abbraccio Bonifacio Angius.

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