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ContestatO IL “blocco” IMPOSTO AI MANAGER

Tedde (Fi): «Asl, la delibera è illegittima»

CAGLIARI. La delibera di Giunta che, a luglio, ha imposto ai manager delle Asl di «limitarsi all’ordinaria amministrazione» è ancora sotto tiro e sempre più incrociato. Dopo la recente iniziativa...

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CAGLIARI. La delibera di Giunta che, a luglio, ha imposto ai manager delle Asl di «limitarsi all’ordinaria amministrazione» è ancora sotto tiro e sempre più incrociato. Dopo la recente iniziativa dell’Azienda sanitaria di Sassari, che ha sollecitato un parere legale esterno, ora a tornare alla carica è il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde. Per la seconda volta in pochi giorni, ha scritto: «Quella delibera firmata dall’assessore Luigi Arru è un’ingerenza della politica sugli atti aziendali (sono le strategie) dei direttori generali delle 8 Aziende sanitarie, dell’ospedale Brotzu e dei due policlinici di Cagliari e Sassari. Perché gli stessi atti sospesi un mese fa, a suo tempo sono stati approvati dalla precedente Giunta (è quella di Cappellacci, che tra l’altro ha nominato i manager in carica) e quindi sono regolari». Secondo Tedde: «A questo punto visto che l’approvazione c’è già stata, l’amministrazione di chi gestisce la sanità non può essere sottomessa ai voleri di chi ha altri poteri, come lo sono quelli d’indirizzo e programmazione». Nella sua ricostruzione, dettagliata e polemica, il consigliere regionale sostiene «che in questa situazione la sospensione dell’efficacia degli atti aziendali è un atto di violenza alle norme che dal 1992 regolano i rapporti fra l’esecutivo e gli amministratori delle Asl». La spiegazione della denuncia è questa, sempre secondo il vicecapogruppo di Forza Italia: «Entro sessanta giorni dalle direttive generali emanate dalla Giunta sulla spesa sanitaria, i manager devono approvare gli atti aziendali. Lo devono fare dopo aver sentito la conferenza provinciale del distretto (è composta dai Comuni, sindacati e parti sociali) e poi trasmetterlo all’esecutivo. Spetta proprio alla Giunta dover verificare che le singole strategie siano in sintonia, si chiama verifica di conformità, con le direttive generali». Tedde poi ricorda che, a sua volta, la Regione ha trenta giorni di tempo per «emettere il verdetto», superata quella scadenza «la verifica di conformità s’intende acquisita». Nel caso concreto, è la conclusione: «Gli atti aziendali hanno superato indenni l’iter e quindi quella delibera di luglio è solo un palese, inammissibile eccesso di potere». (ua)

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