La Nuova Sardegna

Il mare di Cala Gonone e poi nel Supramonte

di Fabio Canessa
Il mare di Cala Gonone e poi nel Supramonte

Viaggio in Sardegna. I luoghi dell’anima e i set dei film del regista sardo Salvatore Mereu

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«È difficile stabilire il luogo del cuore, nel senso che ce ne sono tanti. Poi probabilmente finisci per tornare in quello in cui sei cresciuto. Il luogo irrinunciabile, quello in cui vorresti fossero sparse le tue ceneri». Chiamato a raccontare la sua Sardegna, quella che consiglierebbe a un amico “continentale”, Salvatore Mereu non ha dubbi da dove partire: «Istintivamente mi viene in mente quella conca che si apre uscendo dalla galleria che da Dorgali porta a Cala Gonone, da dove si apre poi il golfo di Orosei. E più in generale lo stesso golfo, quel tratto di mare che va da Cala Gonone fino a Capo Montesanto».

01-A_WEBIl luogo dell'anima. Di quelle zone il regista conosce ogni angolo, frutto di una curiosità che gli appartiene nel lavoro come nella vita. «Ho passato fin da piccolo le mie vacanze a Cala Gonone, ci sono cresciuto. E da ragazzo ho esplorato tutta la zona. Quando poi sono andato all'università e ho cominciato a invitare degli amici per far conoscere la mia terra, pensando a un montaggio delle attrazioni alla maniera di Eisenstein, facevo fare ai miei ospiti un piccolo, grande tour che prevedeva la partenza da Cala Gonone fino a Capo Montesanto, vedendo tutte le varie spiagge che si aprono in quel tratto di costa». Ancora oggi punto fermo di una possibile visita per Mereu. «Lasciato l'abitato, usciti dal porto, visitando la costa, si viene subito presi dalla sensazione prepotente di chi ha visto il mondo per la prima volta, che lì nulla è cambiato dall'alba dei tempi. Quello stesso paesaggio lo si vedeva dalle navi romane e dalla costa chi scendeva dall'interno verso il mare».

L'itinerario. Un paesaggio che Salvatore Mereu ha visto, con la stessa emozione, tante volte: «Ho fatto questo tipo di percorso con molti amici inseguendo l'idea di questo cumulo di emozioni che nascono solo con ospiti cui tieni molto. Anche al contrario, da sud, arrivando nel Supramonte di Baunei, lasciando la macchina vicino alla chiesa di San Pietro, andando poi a piedi, scendendo fino al mare attraverso una vecchia mulattiera, fino a Cala Goloritzè. Sarò di parte, ma i colori, la trasparenza dell’acqua che si possono ammirare là, a Cala Luna, Cala Mariolu, non credo si possano vedere in molti altri luoghi».

01-C_WEBLa ricerca dei set. Attraverso la finzione si ricostruisce un mondo legato comunque a quello reale. Il cinema lo pretende per restituire un'immagine veritiera. Tanto più quello del regista dorgalese che parte dai luoghi, dalla loro conoscenza e dalla conoscenze delle persone. «Non si insegue sempre il paesaggio strabiliante - sottolinea Mereu - ma quello che si confà al racconto che hai in mente. Molti luoghi che sono nei miei film appartengono alla mia esperienza da visitatore. Andare a girarci poi è stato facile, non ci sono arrivato con l'atteggiamento da turista». Luoghi di grande impatto anche a livello filmicocome il Supramonte di Dorgali, di Urzulei, di Orgosolo. «Partendo spesso dai fiumi che mi hanno sempre affascinato. In questo secondo ipotetico itinerario metterei la visita all'alto corso del fiume Nieddu che poi diventa Cedrino da Dorgali in poi. Il Supramonte è entrato prepotentemente nel mio immaginario. Per esempio a Pischina Urtaddala, dove dentro una cavità si apre un laghetto, ho ambientato una delle scene più importanti di “Ballo a tre passi” e prima ancora aveva utilizzato il luogo nel corto “Miguel”». In un altro cortometraggio, più recente,”Transumanza”, Salvatore Mereu ha voluto omaggiare persone e luoghi del grande film di De Seta “Banditi a Orgosolo” girando nella zona di Monte Corrasi.

Il cinema è un viaggio. «Questo lavoro mi ha dato la possibilità di scoprire la Sardegna più in profondità: partendo dal paesaggio puro, scoprendo poi quello urbano. Come Cagliari, dove ho girato gli ultimi film, che in pratica prima non conoscevo. Quando comincio a scrivere un film la prima cosa che faccio è mettermi in macchina e cercare i luoghi che poi possono dare sembianze concrete alle idee, immagini che al momento esistono solo sulla carta. Ora sto cercando qualcosa per il prossimo che si svolgerà in un vecchio podere trasformato da una giovane coppia in un agriturismo».

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