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Serviti ad alta quota solo snack sardi

L’hostess: «Signore, gradisce un assaggio di pane carasau con del miele, o preferisce due spicchi di pecorino?». Il passeggero: Grazie. Gradirei anche un calice di vino dell’Ogliastra». Ora è una...

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L’hostess: «Signore, gradisce un assaggio di pane carasau con del miele, o preferisce due spicchi di pecorino?». Il passeggero: Grazie. Gradirei anche un calice di vino dell’Ogliastra». Ora è una fiction, ma prima o poi lo snack nei voli in continuità territoriale potrebbe essere sardo al cento per cento. Basta con i salatini dalla provenienza incerta, o l’acqua minerale imbottigliata nelle Alpi: l’eccellenze di «casa nostra» sono pronte a prendere ... i voli di linea. Per la verità, l’accordo era previsto dal contratto in corso, ma un anno fa doveva essere la Regione a fornire la «materia prima» alle compagnie vincitrici della gara. Non l’ha fatto per mancanza di soldi e quella clausola è stata dimenticata. L’assessore Massimo Deiana vuole rilanciare l’idea: «Non ci siamo dimenticati del progetto – dice – Ma senza il coinvolgimento delle aziende non è possibile realizzarlo. In autunno, con l’assessorato al Turismo, abbiamo in mente di fare un sondaggio per capire chi potrebbe starci. È un’operazione complicata, ma dal forte impatto promozionale: rinunciarci a priori sarebbe un errore. Dobbiamo provarci». Come? Azzardare progetti, soprattutto se i finanziamenti scarseggiano, è un azzardo, eppure qualche volontario potrebbe esserci. Dopo tutto, sarebbe sempre fatturato e pubblicità. Per la Sardegna.

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