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Al centro Laber “l’arte di camminare”

Al centro Laber “l’arte di camminare”

Le mostre a Berchidda seguono il tema del festival incentrato sui piedi

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BERCHIDDA.

Il “Passo della cera” saluta i visitatori della prima mostra del Centro Laber “Contretemps”, una delle quattro allestite dal Pav di Antonello Fresu e Giannella Demuro, dedicate al tema di Time in jazz, i piedi. L'opera dell'artista sassarese Petruccia Bassu, un collage di fogli formato A4, è emblematica di come l'arte contemporanea possa diventare strumento di lettura e riflessione del nostro tempo, chiave di comprensione di segni che il tempo leviga e spesso cancella obliterando la memoria. La sua è infatti una composizione/scomposizione di una immagine che racconta come molte donne anziane di un paese vicino Sassari, Ittiri, abbiano un modo di camminare leggero e a scatti dovuto all'uso di lucidare i pavimenti casalinghi al punto tale da ripetere anche fuori dalle mura domestiche, quell'andamento curioso. “Passo della cera” appunto. Dentro e fuori dallo spazio di sicurezza della casa, racconta la difficoltà a evadere e conoscere il mondo. Fa pendant quasi con l'opera della spagnola Regina J.Galindo (“Chi potrà cancellare le impronte?”) che in una foto di performance ritrae le orme in rosso dei piedi di una donna che cammina.

Quasi fosse doloroso il muoversi e andare via, come suggerisce anche "I miss you" di Francko B. Ma sono anche i piedi scolpiti (Leonardo Pivi) e dipinti. Come quelli di Pinuccia Marras (in "Rouge, Lola e les nouvelles chaussures") che parlano di intimità. O quelli fotografati di Luigi y Luca a indicare erotismo. Ancora, rapporti tra individuo e società (Owens, Monteleone) o l'amara constatazione della tragedia causata dalle guerre nelle “protesi” in bacheca di Nero Project. O il riferimento ai paesaggi attraversati (da Skoglund a Berta) e le ambientazioni di Arena e Veronesi. In “Stazione eretta”, esposizione di video d'artista si riflette sull'utilità e l'uso dei piedi. Una interessante messe di spunti e idee offerti da numerosi artisti (tra gli altri Maria Friberg, Meri Gorni, Benedetta Panisson, Ottonella Mocellin, Christian Niccoli).

La sezione Babelfish dedicata alle giovani leve vede opere di Enrico Piras, Alessandro Sau, Raffaella Spagna Renato Leotta e Andrea Caretto e mettono al centro l'uomo come "architettura estetica". Infine "Scrumbled web" curato da Ivo Serafino Fenu e Antonello Fresu offre una carrellata di video d'artista accanto a documentari d'autore e materiali d'archivio di filmati amatoriali imperdibili. Visitabili tutte fino al 18 agosto. (walter porcedda)

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