Ancora troppe baie e cale senza i bagnini
Per decine di km della costa sarda, di baywatch non c'è neppure l'ombra. E certo non per colpa dei volontari del soccorso, che sarebbero tutti felici di coprire ogni posto libero, sia pure stagionale....
Per decine di km della costa sarda, di baywatch non c'è neppure l'ombra. E certo non per colpa dei volontari del soccorso, che sarebbero tutti felici di coprire ogni posto libero, sia pure stagionale. In questi casi, al di fuori degli stabilimenti e delle concessioni balneari, sono i piani di soccorso programmati da Comuni e Province a confermarsi spesso carenti. Certo, coprire in maniera capillare tutti i litorali dell'isola è impensabile: fra l’altro, lungo parecchi tratti inaccessibili da terra, sarebbe del tutto inutile. Ma a volte sono davvero poche le postazioni disseminate nei punti presi d'assalto. Specie sui litorali ovest e sud. In diverse zone, anche quest’estate, i turisti segnalano presenze inadeguate di bagnini. Come in alcune cale non lontano da Villasimius, Costa Rei e Porto Corallo. E, dall'altra parte, a occidente, a nord di Nebida. Mentre in Baronia, su 28 km, i bagnini fanno il possibile ma non possono essere ovunque. I servizi di soccorso invece sono stati intensificati a Carloforte, Arbus, Scivu, Piscinas, Buggerru, San Nicolò a Portixeddu, Bosa Marina, Santa Lucia e La Caletta di Siniscola. Più coperture a Porto Ferro, Argentiera, Porto Palmas, Balai, Scogliolungo, Platamona. Sino a tante altre postazioni dislocate nella Marina di Sorso e a Valledoria. In ogni caso, dove gli interventi di emergenza non possono essere garantiti, bisognerà attenersi rigidamente al buon senso e a norme elementari di prudenza. Potrà apparire come una banalità, ma di fronte a tante tragedie che ogni estate si ripetono con frequenza allarmante, certo non fa male ribadire che chi ha meno dimestichezza col mare dovrà quadruplicare le cautele.
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