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Resta il pericolo delle bonifiche ancora sulla carta

Resta il pericolo delle bonifiche ancora sulla carta

SASSARI. Dunque pochissimi dei 1.850 km di coste sarde soffrono per inquinamento. Eppure, c’è un pericolo che nell’isola resta sottotraccia. È la mancata attuazione delle bonifiche: i progetti per...

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SASSARI. Dunque pochissimi dei 1.850 km di coste sarde soffrono per inquinamento. Eppure, c’è un pericolo che nell’isola resta sottotraccia. È la mancata attuazione delle bonifiche: i progetti per risanare alcune delimitate e circoscritte aree industriali, portuali o sottoposte a servitù militari restano ancora sulla carta. In Sardegna non ci sono solo i lavori da completare nei 12 ettari a mare davanti all’ex arsenale di Moneta, alla Maddalena, lo stesso che è stato al centro dello scandalo giudiziario per il G8. Altri veleni s’annidano nel Sulcis. In particolare, per quel che riguarda i litorali, attorno a Portovesme e alle zone minerarie dismesse. Ma anche, sempre nel sud-ovest, vicino a vastissimi tratti attorno alla base di Capo Teulada, disseminati di proiettili e residui di esplosivi. Così come nell’area di tiro di in prossimità di Capo Frasca, più a nord. E di Capo San Lorenzo, collegato al poligono di Quirra, dove la magistratura ha ipotizzato un disastro ambientale (con bonifiche finora sempre rinviate). Tutto questo senza dimenticare le difficoltà registrate ciclicamente nelle zone industriali di Sarroch, Macchiareddu, Arbatax, Porto Torres. (pgp)

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