«Dopo le ferie subito la riforma della sanità»
I partiti di maggioranza fanno il bilancio dei primi mesi di governo: «Ora sul lavoro serve concretezza»
CAGLIARI. Partito Democratico a parte, cosa si aspettano gli alleati dal centrosinistra e dalla giunta Pigliaru? Finora la coalizione a undici ha retto bene alla prova dell’Aula e anche fuori dal Consiglio regionale è stata compatta. Con due sole tensioni alla luce del sole: le nomine di seconda fascia, frettolose per alcuni, e la sanità su cui il confronto è ancora tutto aperto. Ecco una carrellata di quelle che sono le attese al rientro dalle ferie.
Daniele Cocco (Sel). «L’impressione – dice il capogruppo – che i tempi di questa Giunta debbano essere più veloci. È finito il tempo dell’analisi, servono risposte concrete soprattutto sul lavoro, che resta e sarà la grande emergenza». Per Cocco, «gli assessori dovrebbero stare più sul pezzo, anzi sui pezzi». Che per lui sono: l’addio imposto dal Governo agli ammortizzatori sociali, «servono subito politiche attive», ma «auspico più decisione anche nell’affrontare il dramma della povertà e per far questo bisogna aumentare i trasferimenti ai Comuni». Subito dopo, sostiene, «è necessario l’immediato commissariamento delle Asl, con nomine di alto livello sulle quali puntare per salvare la sanità dal tracollo in cui l’ha trascinata il centrodestra». Un’altra emergenza sono le riforme: «Il riordino degli Enti locali, con scelte concordate coi Comuni, e la riorganizzazione della macchina regionale sono indispensabili per far ripartire lo sviluppo». Una critica? «Qualche spot in meno e maggiore capacità d’incidere sulla crisi con scelte forse difficili ma importanti».
Efisio Arbau (Sardegna Vera). «Non c’è bisogno d’improvvisazione – dice – Finora il passo della Giunta è stato quello giusto ma . Ora ci aspettiamo un codice delle autonomie con più risorse ai Comuni, vanno messi tutti fuori dal Patto di stabilità: sono gli unici capaci di spendere i finanziamenti in tempi accettabili». Sulle politiche per il lavoro, non accetta lezioni dai sindacati: «Non è più possibile perpetua all’infinito gli ammortizzatori sociali, dobbiamo parlare, organizzare e progettare il reinserimento di chi è stato espulso dal mercato. Questa sì che sarebbe una rivoluzione. La Giunta può e deve fare molto per rilanciare l’occupazione».
Roberto Desini (Cd). Al primo posto c’è la sanità: «Il presidente e l’assessore Luigi Arru devono spingere sull’acceleratore: la riforma deve essere una priorità se vogliamo ridurre la spesa. Dobbiamo farlo in fretta: nel 2015 dovremo fare i conti con il pareggio di bilancio e non saranno ammessi sprechi». Sul lavoro dice: «Non dobbiamo inseguire il Governo, la Regione deve avere una sua strategia di sviluppo in tutti i settori, dal turismo all’agricoltura, per far uscire la Sardegna dal tunnel». Subito dopo, la riforma della macchina regionale: «Azzerare i tempi della burocrazia è un dovere, altrimenti non ci sarà la ripresa». Desini propone un modello: «Nella vicenda dell’ospedale San Raffaele, la politica ha dimostrato che quando vuole sa essere tempestiva ed efficiente. Queste virtù dobbiamo applicarle anche alle altre emergenze ricevute in eredità dal centrodestra». Per chiudere con un auspico: «Spero che in autunno Giunta e Consiglio pensino e agiscono come i sindaci: più praticità e maggiore efficacia nei progetti».
Emilio Usula (Rossomori). Il suo è un elenco di richieste: «Vorrei risposte compiute su lavoro, sanità, piano energetico, ambiente e riforme». Nel dettaglio: «L’economia ha bisogno di una scossa e credo sia arrivato il momento di darla». Sulla sanità: «Il servizio pubblico è in sofferenza e va risollevato». Sulle riforme: «Troppi si riempiono la bocca di quello che vorrebbero fare. A cominciare da Renzi, quella sul Senato non l’ho ancora capita. Non commettiamo lo stesso errore, i cambiamenti devono essere prima condivisi con la gente, solo così lasciano il segno e migliorano la qualità della vita».». Su piano energetico e ambiente, la risposta è secca: «Sono indispensabili per l’economia, dalla Giunta mi aspetto segnali forti».
Augusto Cherchi (Partito dei sardi). L’agenda che propone è questa: «Un dibattito serrato sull’Autonomia. Dobbiamo saper replicare compatti a un attacco romano forte ed evidente: il neo-centralismo». Non a caso la sua seconda richiesta è l’Agenzia regionale delle entrate: «È irrinunciabile se vogliamo sottrarci alle imposizioni dello Stato ed essere sovranisti anche nella finanza». Un’altra partita da chiudere subito è quella sulle servitù militari: «Pigliaru ha fatto bene a non firmare l’accordo col Governo, adesso pretendiamo quanto ci spetta, a cominciare dalle bonifiche». La chiusura è un suggerimento al Consiglio: «Non perdiamo altro tempo con le mozioni, sosteniamo e incalziamo la Giunta con quello che serve: proposte di legge».
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