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Il diritto di essere lunatici contro il dogma del “think positive”

di Lolla Spano
Il diritto di essere lunatici contro il dogma del “think positive”

Negli ultimi anni sembra che il pensiero positivo sia l'unica via percorribile e si sono moltiplicati i life coach

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Negli ultimi anni sembra che il pensiero positivo sia l'unica via percorribile, si sono moltiplicate figure in grado di aiutarci a vivere la vita nel miglior modo possibile, come i life coach, dopo i personal trainer e quelli che ci insegnano a mangiare più sano. Non sembra ci sia spazio per cinismo, negatività, pessimismo, rotolini di troppo e via dicendo. Chi di voi, dopo aver letto The Secret, non ha provato a visualizzare ingenti somme di denaro, parcheggi gratis in pieno centro, occasioni lavorative irripetibili? Ci ho provato anche io, la tipica persona che non ha mai vinto nemmeno alla lotteria del paese, quella che non trova un parcheggio nemmeno a pagamento, quella che da bambina perdeva sempre a testa o croce e doveva fare la penitenza. Ho provato a spogliarmi del mio proverbiale scetticismo, anche nei periodi più neri, a non piegarmi al pessimismo e a vestirmi delle sfumature rosa del "think positive". Nulla, non ha mai funzionato. Allora, prima me la sono presa con Byrne, l'autore di The Secret, poi con tutti quelli che gli hanno creduto. Non contenta me la sono presa con tutti quelli che sembrano così sfacciatamente fortunati e, infine, me la sono presa con me stessa. Un susseguirsi di emozioni in sequenza, per arrivare a capire che, in fondo, stavo semplicemente cercando di seguire uno stile di vita in maniera meccanica, stavo cercando di essere positiva esclusivamente per ottenere qualcosa in cambio, stavo seguendo le regole come fossero scritte su un manuale. Insomma, ci stavo provando con il corpo, ma non con la mente. Poi ho iniziato a capire che la fortuna, il più delle volte, è un insieme di circostanze che siamo noi ad attivare, consciamente o inconsciamente. Non è altro che "un atteggiamento mentale che si può imparare, basta essere pronti ad accogliere tutte le opportunità che la vita ci offre", come dice Lucia Giannini, life coach anche lei. Quante volte evitiamo di andare a una festa perché non ci piace il posto o alcune delle persone che saranno presenti? Ma a volte uscire dalla propria "zona di comfort" può dare risultati inaspettatamente positivi. Allenandoci a fare cose nuove, ci troveremo a ottenere risultati sempre diversi e chissà che uno di questi non sia proprio quello che aspettavano da tempo.

Ieri mi sono sentita fortunata nel rileggere "1984" di Orwell seduta su uno scoglio, in una spiaggia dall'acqua cristallina. E prima di rendermi conto di quanto fosse esclusivo il momento che stavo vivendo, mi ero lamentata del fatto che ci fosse troppo caldo e che le rocce sotto la mia schiena mi facessero sentire tremendamente scomoda!

Però andiamoci piano con la positività a tutti i costi, voglio avere il diritto di essere umorale, lunatica, selettiva, voglio pentirmi di aver rinunciato a un'occasione, voglio rimpiangere di essere rimasta a casa invece di essere andata a quella festa. Voglio farmi raccontare, da chi invece alla festa ci è andato, che era una noia mortale. Think positive sì, ma con moderazione.

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