Le spese della Regione, la politica costa 48 euro a ogni sardo
Nel 2013 l’isola è stata la seconda in Italia per i costi dell’amministrazione. Nei trasporti investiti 113 euro per abitante
SASSARI. Gli effetti della spending review sulle regioni tardano a materializzarsi. In due anni la Sardegna ha ridotto le uscite di uno zero virgola. Per la precisione 0,19 per cento. Poco, pochissimo. Ma molto più di altre regioni che nel 2013 hanno visto la spesa lievitare fino anche a oltre il 50 per cento. Con la Campania e il Lazio che a quota più 56 e più 51 guidano la classifica delle più spendaccione. Cifre che hanno portato la spesa della regioni a livello generale a registrare un più 6,69 rispetto al 2011. La classifica del Sole 24 Ore vede, dunque, la Sardegna come una regione virtuosa. Anche se le più parsimoniose sono state l'Emilia Romagna e la Puglia, con un taglio delle spese a doppia cifra, ma anche la Sicilia, dove si è registrata una riduzione di quasi il 10 per cento.
La spesa complessiva. Ma al di là dello zero virgola in meno, la Sardegna continua a essere tra le regioni in cui la spesa complessiva raggiunge cifre record. Nel 2013 l'isola ha sborsato, al netto della spesa sanitaria, due miliardi e 823 milioni di euro. Sono usciti più soldi solo dalle casse di Sicilia, Lombardia, Campania e Lazio, ma nell'isola la spesa per abitante è nettamente più alta. La Regione per ogni residente ha pagato 1.721 euro contro i 969 della Sicilia, i 640 del Lazio, i 622 della Campania e i 333 della Lombardia. La spesa individuale è più alta solo in Friuli, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, che ha impegnato 7mila euro per ogni residente.
Le spese per la politica. Sulle spese per il funzionamento della politica la Sardegna è seconda solo alla Valle d'Aosta. Per consiglieri, assessori e gruppi l'isola ha sborsato 79 milioni di euro, la metà della Sicilia, dove però la spesa per ogni abitante è stata di 31 euro contro i 48 della Sardegna, con una incidenza del 2,8 per cento. Molto più bassa di quel 7,13 per cento della Calabria, ma lontanissimo dallo 0,2 investito dalla Puglia, dove la politica costa appena 7 centesimi per ogni abitante.
Le spese di rappresentanza. Per la rappresentanza - e dunque pubbliche relazioni, convegni, mostre e pubblicità - la Regione ha investito quasi 4 milioni di euro, poco più di due euro per ogni abitante. Più dell'isola hanno speso Marche, Calabria, Basilicata, Bolzano e Valle d'Aosta, mentre la Campania, con appena 6 centesimi per residente, è quella che ha ridotto al minimo i fondi pubblici per convegni e mostre.
I contratti di servizio. I trasporti non sono il fiore all'occhiello della Sardegna. Anzi. La mobilità interna - insieme a quella verso la penisola - è di solito additata come la principale causa del freno allo sviluppo. Eppure, nonostante i magri risultati, la Sardegna nel 2013 ha investito oltre 186 milioni di euro per i contratti di servizio (113 euro per abitante), che sono appunto dominati dai trasporti, con una incidenza sul totale degli acquisti pari al 52 per cento. In questa classifica, guidata anch'essa dalla Valle d'Aosta, hanno investito più della Sardegna solo la Campania, il Molise, la provincia di Bolzano e il Lazio, mentre l'Emilia Romagna, con una spesa di 462mila euro pari a 10 centesimi per ogni abitante, è stata la regione più virtuosa.
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