La Nuova Sardegna

«Sarà la legislatura giusta per rilanciare la Sardegna»

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, a tutto campo: dalla sanità alle riforme «La giunta sta lavorando bene, non c’è nessun rimpasto all’orizzonte»

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CAGLIARI. Non c’è scampo e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pietro Cocco, lo dice subito: «È davvero questa la legislatura perfetta per risollevare le sorti della Sardegna». Perché? «Perché il centrosinistra è al governo della Regione, la Giunta gode di buona salute e anche quella dell’alleanza è ottima».

Eppure circolano con insistenza, voci di rimpasto, a settembre.

«Non mi risultano per ora cambi di assessori».

È sicuro?

«Nella nostra coalizione, ammetto molto variegata, discutiamo spesso, ma il confronto è sereno. Non ci sono scontenti».

La Giunta finora ha lavorato bene?

«Il centrodestra ci ha lasciato in eredità un disastro finanziario, economico e sociale spaventoso. Affrontare tante, troppe, emergenze insieme non è stato certo facile, il presidente Pigliaru e i suoi assessori le hanno prese tutte di petto e spesso risolte».

Neanche un difetto da segnalare, sulla Giunta?

«Forse qualche messaggio importante e alcune delle cose fatte non sono arrivate all’esterno come avrebbe dovuto essere».

Il Consiglio ha lavorato bene?

«Possiamo e dobbiamo fare molto di più. Anche l’Aula deve dare segnali forti: è il nostro primo dovere se vogliamo dare una scossa alla Sardegna. È per questo che gli elettori ci hanno votato e premiato il 16 febbraio. Vogliono una svolta e nel nostro programma di governo l’hanno vista. Quindi è necessario accelerare».

La coalizione è solida?

«Lo ripeto: non ci sono scontri in corso. Ora è a regime anche il dialogo, continuo e utile, fra Giunta e Consiglio. Pagato lo scotto dell’avvio, la macchina politica è rodata»

Le emergenze però non sono certo finite.

«Purtroppo no. Al primo posto continuano a esserci il lavoro, la disoccupazione e gli ammortizzatori sociali. Qui bisogna correre».

Lo pretendono anche i sindacati: denunciano tempi troppo lunghi nelle decisioni.

«Sono sicuro che sul lavoro da settembre in poi lo sforzo sarà massimo e le risposte arriveranno subito. Anzi, immediatamente».

Un altro macigno è la sanità.

«La riforma è indispensabile. In commissione, abbiamo raggiunto l’accordo di portare in aula la nostra proposta e da lì ripartire per uscire subito dalla voragine scavata dalla giunta Cappellacci».

È proprio sicuro che la bozza del Pd piaccia a tutti?

«L’accordo è fatto. Poi, come previsto, spetterà alla Giunta intervenire, entro 90 giorni, con una riforma più complessiva».

Attenzione, sulla sanità i malumori interni ci sono eccome.

«Non saremo arroganti come lo è stato il centrodestra, nel 2009. Dopo aver commissariato le Asl, lì s’è fermato e alla fine la spesa sanitaria è finita fuori controllo. Noi andremo fino in fondo».

Ma le riforme per essere efficaci vanno condivise con la minoranza.

«Certo, o almeno con quei partiti dell’opposizione che si dimostreranno illuminati».

Sullo Statuto, ad esempio?

«La legge Statutaria è un altro punto fondamentale. La nostra specificità è intoccabile e va rafforzata».

Soprattutto dagli attacchi dello Stato.

«Non siamo sulla difensiva, tutt’altro. Anche con Roma abbiamo cercato e cercheremo il dialogo. Non siamo per lo scontro a priori, quello sì che è inutile».

L’opposizione vi accusa di essere sottomessi a Renzi.

«Macchè. Gli accordi raggiunti finora mi sembrano ottimi e rispettosi dell’Autonomia. Come dice il presidente Pigliaru: puntiamo alla lealtà istituzionale».

Anche l’intesa sul pareggio di bilancio nel 2015 è ottima?

«È molto buona. Senza più i vincoli del Patto di stabilità, saremo liberi di spendere tutto quello che incasseremo. Ma è chiaro: dovremo essere attentissimi nella spesa».

E se poi lo Stato non fosse di parola?

«Allora, ma non accadrà, saremmo pasdaran. Però sono ottimista: il Governo rispetterà i patti».

Ultima carrellata d’impegni, a cominciare dall’industria.

«Risolvere le grandi vertenze, come quelle del Sulcis, e poi portare avanti strategie compatibili con l’ambiente».

L’ambiente, appunto.

«Subito la legge sull’urbanistica, condivisa con tutti, e a ruota il nuovo Piano paesaggistico regionale».

Enti locali e burocrazia.

«Sono due riforme indispensabili. Non più tardi di fine settembre, mi aspetto le proposte della Giunta».

Trasporti e turismo.

«Buono il lavoro fatto finora. Serve ancora qualche ritocco».

Agricoltura.

«La legge sul marchio unico regionale è l’inizio del rilancio. Su Lingua blu e Peste suina, sono sicuro che funzionerà la terapia d’urto».

Salto di scenario: a fine ottobre, è in calendario il congresso del Pd: preoccupato?

«No. Sarà unitario e alla fine eleggeremo un segretario autorevole». (ua)

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