Caparezza, a lezione di storia dell’arte
Il rapper parla del disco e del suo concerto del 30 agosto a S.Elia
CAGLIARI. Cresce l’attesa per Caparezza. Mancano dieci giorni al mega concerto che il rapper di Molfetta terrà all’Arena Sant’Elia, per l’organizzazione di Spettacoli e Musica. Il tour “Museica Tour” ,che sta spopolando, con diversi sold out, nelle principali città italiane, segue l’uscita dell’omonimo album, il sesto in ordine cronologico ma il primo in cui Caparezza oltre alle composizioni, ha vestito anche gli abiti del produttore, facendo, del cd distribuito dalla Universal, come dice lo stesso autore (Michele Salvemini all’anagrafe) il suo secondo “primo album”. Come nei precedenti lavori Caparezza sceglie un elemento guida come filo conduttore tra le canzoni, diciannove in questo caso. Al centro l’arte. Ogni canzone parla di un’opera. Da Van Gogh a Manzoni passando per Dante. «L’ascolto del disco – spiega Caparezza – è come una visita al museo. E ogni canzone è come soffermarsi davanti ad un’opera. Mi rendo conto che non è semplice capire i testi dei brani fino in fondo. Ma a me piace così, amo la complessità. Il disco è quello che rappresenta di più il mio modo di essere, come concepisco la vita e le cose che mi circondano. La vita è come un museo. Lo si può attraversare velocemente, magari un po’ scocciati, dare uno sguardo veloce alle opere esposte ed andare via senza aver capito nulla oppure ci si può soffermare, osservando con attenzione, traendo le proprie conclusioni. La seconda opzione è la strada che ho scelto per me. E’ la stessa suggerita da Dante nella Divina Commedia quando dice “Non siamo fatti per vivere come bruti ma per seguire la virtù e la conoscenza” ... senti che bella chiosa» aggiunge ridendo. Un approccio non certo semplice perché alla complessità delle opere prescelte si aggiungono riferimenti e citazioni storiche, “modus operandi” tipico di Caparezza, tanto da rendere unico il suo stile.
«In realtà - continua - volevo un disco propositivo. Ho quarant'anni e voglia di raccontare ciò che mi piace. Mi sono immaginato fuori dal “sistema vita” e ho provato ad immaginare cosa mi sarebbe mancato. Quello di cui non potrei fare a meno è la creatività, poter costruire ed imparare. Non avevo mai toccato l’argomento “Storia dell'arte”. Ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per colmare questa lacuna». Ma non ci saranno solo le canzoni tratte da “Museica” nel live del 30 agosto. «Naturalmente – rassicura - ci saranno anche canzoni prese dai vecchi album. Il concerto sarà suonato dal vivo, anche le parti che originariamente non lo sono. Rispetto alle basi campionate, tipico nell’ hip-hop e nel rap, ho sempre preferito gli strumenti. Ho fatto la scelta di suonare dal vivo le parti musicali. Chi viene ai miei concerti sa che al di la delle gag teatrali e della performance sul palco c'è anche la musica di natura rock».
E questo sembrebbe essere anche uno dei punti fermi in comune con il rapper sardo Salmo. «Infatti – conclude – non è un caso che Salmo sia uno dei miei artisti preferiti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
