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Curriculum super, volontario per scelta

Curriculum super, volontario per scelta

In missione undici mesi all’anno, stipendio di 1500 euro: «I soldi non contano, sono ricco così»

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SASSARI. Non è certo per inseguire soldi o fama che Saverio Bellizzi ha deciso di lavorare fuori dalla sua Sardegna. Ma è la caccia ai posti e alle emozioni che ha fatto fuggire l’ennesimo cervello nostrano. Laureato a Sassari («con Piero Cappuccinelli che mi ha fatto scoprire quanto è grande il mondo»), specializzato in Epidemiologia nella London school of Hygiene & Tropical Medicine, il medico sassarese lì è entrato in contatto con l’associazione Medici senza Frontiere, con la quale lavora, con qualche pausa, da circa sette anni. Ha collaborato anche con l’Organizzazione mondiale della Sanità, e con la Croce Rossa internazionale.

Nonostante la giovane età il suo curriculum è impressionante. Ha infatti operato in tutti i luoghi del mondo nei quali negli ultimi anni si sono verificate emergenze umanitarie: dal terremoto di Haiti agli sbarchi a Lampedusa, dall’escalation terroristica in Pakistan al caporalato a Rosarno, passando per la vaccinazione dei Tuareg in Niger e adesso l’epidemia di Ebola. E tutto questo per uno stipendio da MsF che non arriva ai 1500 euro al mese. «Beh – spiega lui – non è poco. E infatti riesco anche a risparmiare. Quando sono in missione ho vitto e alloggio, e non spendo praticamente niente. E l’anno scorso sono stato in missione per undici mesi su dodici».

Inutile fargli notare che con il suo curriculum potrebbe facilmente ambire a ben altre retribuzioni: «Sicuramente non avendo le soddisfazioni che ho. E non parlo solo della gratificazione del salvare le vite, che pure è impagabile. Ma anche del fatto che giro il mondo, e lo conosco in maniera intima, vera. Nella zona in cui lavoriamo, ad esempio, Medici senza frontiere opera da 15 anni. Siamo conosciuti e rispettati. Le comunità si aprono a noi come se ne facessimo parte. E così in tante parti del mondo davvero difficili da visitare. Non sono sensazioni che si comprano queste». Esperienze che cambiano in maniera radicale anche il concetto di consumo: «Io nella mia amatissima Sardegna ho ad aspettarmi la mia Fiat 600, e quando torno da una missione mi sembra già un lusso avere l’acqua corrente. Se avessi dieci volte i soldi che ho forse non saprei che farne. Sicuramente non è un pensiero che mi assilla. Anche perché io mi sento ricco così, ricchissimo. E molto fortunato». (g.bua)

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