La Nuova Sardegna

Il cinema che racconta il Paese A Gavoi i migliori film italiani

di Giovanni Maria Sedda

GAVOI. Con “La mafia uccide solo d’estate” di Pif è iniziata la XIV edizione del Festival del cinema italiano di Gavoi che andrà avanti per i successivi cinque venerdì. Tanta gente ha affollato il...

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GAVOI. Con “La mafia uccide solo d’estate” di Pif è iniziata la XIV edizione del Festival del cinema italiano di Gavoi che andrà avanti per i successivi cinque venerdì. Tanta gente ha affollato il cortile all’aperto della Casa Maoddi, nel centro storico, dove si è svolta la proiezione d’inaugurazione della rassegna. La serata ha avuto inizio con la presentazione della manifestazione e del tema sui piccoli Comuni e il loro futuro: “Che ci faccio qui? – Partire per ritornare e per ricominciare le possibili vie di resistenza e sopravvivenza nei paesi dell’interno”. Un tema che richiama le difficoltà del vivere la quotidianità dell’oggi, la complessità di chi lo abita e le possibili vie di resistenza e sopravvivenza nei paesi dell’interno, il mantenimento dei servizi primari e le politiche per il lavoro. E questo perché, come sottolinea il Gruppo dirigente della Prociv che organizza il Festival, «il cinema ha il dovere di raccontare le storie ed entrare in relazione con i problemi, per sensibilizzare le nuove generazioni e le comunità su queste importanti tematiche. La questione di chi è costretto a partire è diventata una realtà per il nostro paese e va inserita in un grande progetto per realizzare il quale serve un patto di solidarietà tra la Regione e i principali interlocutori, le classi dirigenti, le istituzioni, la scuola, i giovani e i cittadini, al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo per i piccoli Comuni che giorno dopo giorno si spopolano e rischiano di scomparire nel silenzio più assoluto».

Intanto il festival dopo l’appuntamento d’apertura riparte venerdì con “Il venditore di medicine” di Antonio Morabito” e nelle prossime settimane proseguirà con “Il capitale umano” di Paolo Virzì, “In grazia di Dio” di Edoardo Winspear, “Le Meraviglie” di Alice Rohrwacher, e il film documentario “Capo e Croce” di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, sulla lotta dei pastori sardi e della loro sopravvivenza. «Il cinema - puntualizza il gruppo organizzatore del Festival - come testimonianza capace di far riflettere sulle dolorose vite delle persone, raccontate da giovani registi al primo esordio e da grandi autori del cinema italiano».

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