La Nuova Sardegna

Il Qatar pressa la Regione: subito la firma o salterà tutto

di Luca Rojch
Il Qatar pressa la Regione: subito la firma o salterà tutto

Rispo (Qf): «Decisi a investire nell’isola, ma se non ci vogliono saremo costretti ad andare altrove» Subito dopo l’accordo sarà creata una spa con sede in Sardegna che acquisterà edificio e strumenti

5 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Serve una certa religiosità per comprendere fino in fondo la natura mistica della rinascita del San Raffaele. Milioni e miracoli. Ma la salvezza non è ancora arrivata per l’ospedale.

Il destino celeste o infernale dell’edificio bianco alle porte di Olbia è tutto in una data. Il 29 agosto. Il giorno del giudizio. Il giorno in cui i vertici della Qatar foundation e la Regione dovranno firmare l’atto finale. La convenzione che darà di fatto le chiavi del gigante di cemento per i prossimi 17 anni alla multinazionale della ricerca scientifica. Una firma che potrebbe cambiare il destino di un’isola. Non ha dubbi il numero uno della Qatar foundation endowment, Lucio Rispo. «Questa operazione vale nel suo complessa da sola un punto di Pil», nazionale si intende. Forte dell’investimento della fondazione del petroemirato arabo sul San Raffaele, 1.2 miliardi di euro, Rispo cerca di spiegare come si veda in questo momento solo un piccolo pezzo di un progetto grandioso. Di un piano di rinascita. «Nessuno ha investito cifre simili negli ultimi 40 anni in Sardegna».

Tutto è pronto. I soldi per coprire il costo dell'investimento sono già stati portati un Europa. Per ora sono in un conto intestato alla holding lussemburghese, la cassaforte che gestisce tutti gli investimenti della Qatar foundation nel vecchio continente. L’altra holding, che cura il mercato asiatico è a Singapore. «Lo stesso giorno della firma andremo dal notaio per creare una società con sede legale in Sardegna – spiega Rispo –. Sarà partecipata al 100 per cento dalla Qatar foundation. Avrà il compito di acquistare l’edificio, i terreni, comprare le apparecchiature indispensabili per far funzionare il centro». Ma la struttura complicata delle controllate che faranno capo alla Qatar foundation prevede la creazione di una seconda società. Il 60 per cento delle azioni saranno nelle mani della Qf, il resto, il 40 per cento, in quelle dei partner commerciali. Questa seconda spa avrà il compito di gestire l’ospedale e il centro di ricerca.

Lo stato dell’arte. L’accordo con le banche per l’acquisto dell’edificio è già stato trovato. La cifra è vicina ai 34 milioni di euro. E anche i commissari liquidatori, che custodiscono il bene sono pronti a firmare l’accordo. La Qatar foundation poi dovrà comprare i terreni, 60 ettari, dai giudici che hanno in carico i beni della Fondazione Monte Tabor. Dettagli burocratici che non sembrano impensierire Rispo. «Mi sembra difficile che non si arrivi a un accordo su questo. Adesso è questione di ore». Il prossimo passaggio è la firma della convenzione con la Regione.

Gli investimenti. «Alla fine della settimana ci sarà un importante annuncio della General electric – dice Rispo –. Non voglio entrare nei dettagli, ma diranno che hanno pronto un investimento, parallelo al nostro, in Sardegna». Si parla di oltre 100 milioni di euro. Soldi che serviranno a creare strutture hi tech. Da tempo Qatar foundation e Ge lavorano insieme. Hanno creato una macchina per le mammografie all’avanguardia. «E per il San Raffaele – continua Rispo – General Electric ha creato un simulatore che di fatto simula tutte le possibili difficoltà che si possono presentare all’interno dell’ospedale.

La pioggia di milioni. Rispo non entra mai nel dettaglio delle risorse che verranno impegnate. Ma fa capire che l’investimento farà da moltiplicatore. Il Qf ci mette oltre 100 milioni di euro solo per iniziare. In totale sono previsti 1.2 miliardi di euro. «Ma è un flusso virtuoso che si verrà a creare. Sono tante le società che verranno a investire qua. Da General Electric a Cisco, solo per citarne alcune. È solo l’inizio di un circolo virtuoso».

La dead line. Voce pacata, modi gentili anche quando fa capire di essere contrariato per qualcosa lo fa sempre in modo gentile. Uno che ti mette ko in guantoni bianchi. Rispo spiega che per il 29 è fissata la dead line. L'ultimo giorno utile per trovare l'accordo. «Perché noi vogliamo a tutti costi venire a lavorare in Sardegna, ma se i sardi non ci vogliono non ci possiamo fare nulla. C'è tempo fino al 29 agosto e sono molto fiducioso perché ho visto quanto il presidente Francesco Pigliaru lavori per portare a termine il progetto. Voi forse non lo avete capito fino in fondo ma la Sardegna ha avuto in questi anni una doppia fortuna. Ha avuto due presidenti della Regione molto illuminati. Ugo Cappellacci e Francesco Pigliaru, perché hanno avuto la capacità di avere la visione. Di capire il progetto».

Il burosauro. Rispo non lo dice, da maestro di diplomazia non lo farebbe mai, ma all’interno della Qf c’è una certa esasperazione per la lentezza della burocrazia del Palazzo. Della Regione. La definizione maniacale dei dettagli è diventata quasi un alibi per rallentare, fare andare a passo d'uomo la locomotiva San Raffaele. In molti ci vedono l'ultimo disperato tentativo del partito del no di fermare il progetto Qatar. Ma se lo si fa notare, lui non cade nella provocazione. «No, in Regione so che lavorano con i tempi che la burocrazia concede loro. L’Italia è un paese dalla organizzazione complicata. A me spiace solo se non si riesce a cogliere del tutto la portata di quello che potrebbe accadere nell'isola. Noi vogliamo costruire un centro di eccellenza che dia servizi di altissima qualità ai sardi 24 al giorno per tutto l’anno. Vogliamo far diventare la Sardegna un centro di ricerca internazionale capace di attirare investimenti e cervelli. Vogliamo trasformare l'isola in una sorta di Silicon Valley della ricerca nel campo medico. Far gravitare intorno a questo centro aziende e ricercatori».

Gli ostacoli. Ma c’è un ma. «Ci sono ancora due punti su cui la discussione non è chiusa – continua Rispo – e sono fondamentali. Senza questo accordo entro il 29 l'ospedale non si farà più». Ma Rispo non va oltre, non spiega quali sono questi ostacoli che impediscono l'accordo. La Qatar foundation materializza una nuvola davanti al limpido futuro del San Raffaele. Un messaggio che trasmette ansia anche a uno dei padri di questo ospedale, il deputato Pd Gian Piero Scanu, che non ha mai abbandonato la fiducia che questo ospedale sarà fatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative